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日志


5月25日

Afef and Tunisia, solo per Gomorra

Gentili,

iniziamo con una notizia:

(ANSA) - CANNES (FRANCIA), 25 MAG - Doppietta italiana al Festival di Cannes: Gomorra di Garrone vince il Grand Prix, Il Divo di Sorrentino il Premio della Giuria.

penso che stiate tutti festeggiando per questo avvenimento, e se non lo state facendo, mi spiace della vostra vita!

Oggi sul mio Faccebook dopo aver letto la notizia, ho scritto "qualcuno e qualcosa puo cambiare".

Ci credo, credo che qualcosa stia veramente cambiando.

Un grande autore italiano, Roberto Saviano, ha raccontato finalmente "la verità.", e il regista (amato dalla mia straordinaria Lo!, che come saprete ci vede lungo) Matteo Garrone ha tradotto il romanzo in un fantastico film esempio di nuovo neo-realismo.

Invece vi dico che Médenine, è una città della Tunisia, una città bella forse bellissima, come sempre quando legherete questo nome ad un bel sentimento riuscirete a non dimenticare questa città, e farete di Médenine qualcosa di più che una cartolina spedita da un noioso villaggio (finto) vacanze.

vorrei che oggi nessuno dimenticasse il nome di questa città, perchè una città così bella, ha dato i natali ad una donna: Afef.

Forse molti di voi si chiederanno se questa donna, abbia mai scritto un teorema matematico, o almeno abbia elaborato un corollario matematico, insomma vi starete chiedendo perchè abbia l' "onore" di apparire su queste pagini virtuali.

Ebbene, Afef, mi ha insegnato qualcosa, di importante, qualcosa che nessuno mi aveva mai insegnato prima: i malvagi esistono, e non hanno remore a dichiararsi tali.

Sapete i malvagi, quelli come il Teschio Rosso, o come Kingpin, quelli che vanno in TV e dichiarano, oggi raderemo al suolo New York City se non mi consegnerete il corpo senza vita di Capitan America!

Esistono quei malvaggi ed esistono anche i supereroi.

Supereroi sono coloro che incuranti delle conseguenze delle loro azioni usano i loro speciali talenti per cercare di raddrizzare i torti che i malvagi compiono ogni giorno.

Ebbene, Afef, ha dichiarato"Gomorra fa male all'Italia".

quindi, pensate che un malvagio possa andare in tv e dichiarae così che lui ci domina, che lui ci insegnerà ciò che è giusto fare, anche se quello che ci ordina è palesemente immorale.?

Io penso di NO, io penso che non ho bisogno di una calzamaglia e due spara-ragantele per fermare i malvagi questa sera!

Ora tutti voi sapete, che Gomorra fa bene all'Italia e fa bene a Napoli.

La gente deve sapere a Napoli, in Italia cosa accade.

La gente deve capire quale guerrà è in atto all'interno di un paese della comunità europea.

La gente deve capire quale dolore si vive nel MERAVIGLIOSO capoluogo campano.

La gente deve capire dove la gente come me è cresciuta, e deve capire cosa ci hanno fatto guardare da sempre!

quando vedi una città sporcata, ti domandi quale criminale può fare tanto? quale super-criminale può mettere in ginocchio una città come Napoli, un popolo fiero e forte come quello di Napoli?

Chi può uccidere dei bambini innocenti e vivere acclamato come un benefattore?

Chi può violare la logica del Bene che vince sul Male?

Ho voglia di piangere, ho voglia di gridare al mondo, che Napoli è un Paradiso! ma alcuni la sporcano, la oscurno con i loro piani criminosi o peggio con i loro inutili Diktat!

Oggi miei Gentili lettori, vi chiedo un piacere, chiudete i vostri libri di matematica per un attimo, lasciate a metà i vostri amati fumetti, sospendete la lettura dei vostri fantasiosi romanzi, smettete i suonare un attimo le vostre chitarre, ed entrate in un cinema! comprate due biglietti, uno per voi e l'altro per un qualsiasi sconosciuto che vedet passare davanti al cinema.

Fermate chiunque e portatelo con voi al cinema, e dategli la possibilità di vedere una finestra di verità, dategli la possibilità di avere la possibilità di ribbellarsi ai Diktat di Afef!

Soli, abbandonati ad un confne di costante illogicità, i napoletani: VIVONO.

Perchè noi non spraviviamo, come farebbe qualsisi altra persona lanciata in una vera e propria zona di GUERRA, noi VIVIAMO.

Se ci incontrate capirete, conoscerete i romanzi che ogni napoletano si porta chiuso nel cuore, il Gomorra, che ognuno di noi ha scritto a fuoco dentro l'anima,

Oggi un napoletano ha divulgato il suo Gomorra, ha fatto un atto di coraggio, ha indossato la sua calzamagli e i suoi due spararagnatele, ora la lotta sarà dura, ma una cosa la sappiamo tutti adesso se è vero che da grandi poteri vengono grandi responsabilità, DA GRANDI DOLORI VENGONO GRANDI UOMINI.

Questa è la mia croce, questa è la mia città, questo è il mio dono, chi sono io? Sono un Napoletano,

Vincenzo Sarno


Livin' easy, lovin' free
Season ticket on a one way ride
Asking nothing, leave me be
Taking everything in my stride
Don't need reason, don't need rime
Ain't nothing I would rather do
Going down, for a time
My friends are gonna be there too
I'm on the highway to hell
on the highway to hell
highway to hell
highway to hell
No more stop signs, speed limit
Nobody's gonna slow me down
Like a wheel gonna spin it
Nobody's gonna mess me around
Hey Satan, paid my dues
I'm playing in a rock band
Hey Mamma, look at me
I'm on the way to the promised land
I'm on the highway to hell
on the highway to hell
highway to hell
highway to hell
Don't stop me
highway to hell
on the highway to hell
And I'm going down all the way
on the highway...
on the highway...




5月17日

Primo Maggio.. of course... too late?

Gentili,
 
mi sembra estremamente opportuno iniziare questo post facendo un pensiero. So che per voi è un maggio inoltrato ma dal mio ultimo post tante cose hanno avuto modo di evolversi e maturare.
 
Iniziamo da una scelta elettiva, come dire, quest’anno non ho messo la mia classica camicia rossa del day after.
 
La camicia rossa per me è una tradizione, comprai la camicia anni fa (15 forse?) in pieno momento di emulazione DyD, ma dopo poco nelle riunioni del UsDS maturai la scelta del simbolo.
 
Non so quando accade di preciso, forse durante una manifestazione a Roma del 1995, in cui per la prima volta dovetti scegliere tra Jim Lee e il mio impegno.
 
Beh diciamo che gli X-Men di Claremont e Lee mi hanno segnato, e mi hanno indicato il cammino per realizzare il sogno, ma i miei diritti nella mia Nazione li ho dovuti urlare insieme ad altre 4 milioni di persone a Roma.
 
E una piazza ha segnato il 1 Maggio anche quest’anno, Piazza Maggiore, Bologna.
 
L’arrivo è tiepido, ma io e la Lo abbiamo la magia del attimo di ritrovarci nello stesso luogo con la stessa colonna sonora di due anni fa dove tutto stava iniziando.
Sul palco gli ormai storici e invecchiati MCR, il gruppo di quando avevo 18/19 anni e che facevano da colonna sonora usuale gradita nella 131 di Tonino.
 
Tutto corre in fretta. Nelle loro canzoni sento il passare dei miei anni.
 
Mi rivedo metre mi laureo, mentre sogno in una strada di Londra davanti ad un negozio di fumetti, mentre bevo acqua frizzante su di un porto di Pozzuoli, mentre piango da solo in auto fuori casa mia, mentre compilo un modulo di rinuncia agli studi per un passaggio di Ateneo, o mentre salgo su di un treno che mi porterà a Bologna.
 
Ricordo i sacrifici dei primi tempi, il dolore, l’amicizia al suo iniziare e la fedeltà degli amici che mi hanno visto crescere. I tanti sbagli, ma soprattutto le gioie.
 
Se faccio del self googling trovo parole di stima su di me da persone importanti, che anni fa per me erano solo piccoli sogni stampati su carta.
 
I successi ci sono stati e sono stati davvero tanti, non mi piace raccontarli, ma chi mi sta accanto sa tutto. Chi non mi sta accanto, ovviamente non sa niente.
 
Ora un cielo rigorosamente “griggio” domina Bologna, una Bologna che vivo sempre meno ma a cui sono sempre più legato.
 
Si sta bene qui, una tempesta si preannuncia, ma come tutti spatete mi piace cantare sotto la pioggia, quindi quale giorno più felice potrebbe attendermi.
 
Sapete quando i MCR intona El Diesel, mi sembra di urlare tutta la mia voglia di non dimenticare.
 
Perché infondo il 1° maggio serve a quello a NON DIMENTICARE.
 
Ricordare, ricordare sempre…
 
La Festa del Primo Maggio, detta anche Festa del lavoro, è una festività celebrata ogni anno che intende ricordare l'impegno e il sacrificio dei lavoratori.

Più precisamente, con essa si intende onorare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono ai gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.
L'allora presidente bene emerito e folle Grover Cleveland impresse a fuoco nel grande Libro della Storia che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un'opportunità per commemorare questo episodio.
Il primo maggio i sindacati organizzarono nella più che mai malivitosa Chicago, qualcosa di fatto poche volte prima nella storia degli operai: uno sciopero!

Uno sciopero per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore.

Otto ore di lavoro vi rendete conto? … obbiettivamente otto è un numero che conosco pochissimo!

Secondo il metro di giudizio del XXI secolo, le condizioni di lavoro in città erano miserabili e decisamente insostenibili, con molti operai impegnati nelle loro mansioni dalle dieci alle dodici ore giornaliere (dodici?... anche questo numero lo frequanto poco), spesso sei giorni alla settimana e a volte in condizioni pericolose. Il 3 maggio gli scioperanti si incontrarono di fronte alla fabbrica di mietitrici del buon vecchio McCormick. McCormick era una fabbrica vecchio stile, di quelle in cui il capo è un amico e quando ti parla si ricorda che stai buttando l’anima per lui, e per un sogno che si costruisce non solo in due. Il sogno di avere un lavoro.

 Mentre erano radunati accadde dell’incredibile. Qualcosa di inspiegabile, qualcosa che potrebbe accadere solo in paese sottosviluppato come l’Italia di oggi, i manifestanti vennero attaccati senza preavviso dalla polizia di Chicago; l'attacco provocò due morti e molti feriti, e la notizia si diffuse rapidamente tra gli operai della città, seminando una sola parola: indignazione.

Ora, oggi, 122 anni dopo, la parola più importante che dovremo ricordare è: indignazione.

 

Ditela ai vostri amici miei gentili lettori, ditela ai vostri colleghi, ditela alle vostre fidanzate, ditela alle vostre mogli, ditela ai vostri genitori, ditela ai vostri figli, ditale ai vostri fidanzati, ditela ai vostri conoscenti.

L’Italia tutta deve essere ASSOLUTAMENTE: INDIGNATA.

E quanti hanno letto quello che ho scritto e non lo hanno compreso, non lo hanno capito e sono ancora a chiedersi “ma”.

Vi do un consiglio, andate con il mouse sulla piccola “x” di questa finestra e clikkate tranquillamente.

Tanto non uccidete nessuno, la vostra coscienza è già morta da anni.

So bene perché mi viene in mente un mio grande inspiratore: Augustin-Louis Cauchy. Come tutti sapete egli sia stato  un matematico che un ingegnere, purtroppo ebbe la sana sventura di nascere francese, ma come dico sempre alla Lo, non si può avere tutto nella vita. Ebbene come tutti ricorderete senza di lui non avremmo mai parlato di formulazione e dimostrazione rigorosa dei teoremi dell'analisi infinitesimale basato sull'utilizzo delle nozioni cardine della NOSTRA VITA di LIMITE e di CONTINUITÀ. Certo ha anche dato anche importanti contribuiti alla teoria delle funzioni di variabile complessa e alla teoria delle equazioni differenziali, ma questo è un altro discorso e non attiene all’idea del Primo Maggio.

Vorrei che tutti voi che siete rimasti a leggere questo blog, capiste che il LIMITE, è tutto.

Mai passare un limite, mai avventurarsi dove Augustin-Louis Cauchy non consiglia di andare.

Ormai il tempo ha sancito le sue regole.

Ecco il no prize del Primo Maggio:

 


"Sei andato a scuola?Sai contare?""Come contare?""Come contare?1,2,3,4,sai contare?""Si,so contare""Sai camminare?""So camminare""E contare e camminare insieme lo sai fare?""Si!Penso di si!""Allora forza!Conta e cammina!dai... 1,2,3,4,5,6,7,8...""Dove stiamo andando?""Forza!Conta e cammina!9... 90,91,92,93,94,95,96,97,98,99 e 100!Lo sai chi ci abita qua?A?U z˘ Tanu ci abita qua!!""Cento passi ci sono da casa nostra,cento passi!"
(tratto dal film "I cento passi" di M.T.Giordana)
 
E' nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare..
Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato..
Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un'ideale ti porter‡ dolore..
"Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
 
"Noi ci dobbiamo ribellare" (dal film)
 
Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito.. alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchË venne ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non Ë servito, gli amici disperati non l'hanno pi˘ trovato..
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!(x 2 volte)
 
Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato..
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!(x 2 volte)
 
"E' solo un mafioso, uno dei tanti"
"E' nostro padre" "Mio padre! La mia famiglia! Il mio paese!Io voglio fottermene!Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare!" (dal film)



 
 
 
 
 
 
 
 
 

4月14日

il cielo su torino per buona pace di Max

Gentili,

Post-light per oggi.

Rientro in azienda veloce, il post miptv mi pesa sulle palle ma guardo avanti mi tengo in forma e non distolgo lo sguardo dall’obbiettivo.

Un commento sulla Cannes primaverile 2008: facebook.

I piccoli micro-post di facebook mi hanno accompagnato durante tutte le corse del mip.

Piccoli aiku in inglese per cercare di raccontare ai distratti navigatori del famoso social network frammenti della mia vita tra un meeting e l’altro.

Ho cercato più volte di vivere tutto quello che mi circondava con il massimo dell’attenzione. I miei occhi non volevano perdere niente, tutte le informazioni erano necessarie.

Necessarie per capire, comprendere e scegliere.

E l’atto stesso di guardare, è un atto di scelta, di comprensione del buono e del cattivo della vita.
Ovviamente quando si parla di buono o cattivo, possiamo farlo sempre in termini morali o non-morali, lasciandoci guidare dalle nostre esperienze o meglio dalla somma di esse.

Possiamo infatti parlare allo stesso tempo di una buona vita o di una vita buona e solo soltanto nel secondo caso possiamo permetterci di dare un giudizio morale sulla condotta della vita, mentre nel primo caso la felicità della persona, potrebbe (ma non necessariamente) non dipendere dalla persona stessa presa in esame.

Durante la sua evoluzione, la moralità si è impegnata ad indagare certe disposizioni tipiche dell'uomo comune, tra cui emergono in maniera dominante il carattere e la virtù:

* le virtù sono disposizioni, non interamente innate. Le virtù si acquisiscono, generalmente, attraverso l'insegnamento e la pratica continua di tali insegnamenti. Di fatto la moralità dovrebbe essere percepita generalmente come acquisizione e coltivazione di tali disposizioni, ovveroi il fare delle virtù un unico, grande e reale “habitus”.

Il concetto di responsabilità normalmente (e tale concetto non sembra essere mutato nel corso della storia umana) si esercita nell'ambito dei rapporti interpersonali o in molti casi relazionali-affettivi, infatti la sua derivazione latina è spondeo “prometto, do la mia parola”, a questo punto pare cristallino il riferimento alla parola “risposta”, così come in tedesco [of course qui il pensiero valla mia cara amica Steffy] (verantwortung) e antwort (risposta) che implica gli altri. Questo termine si è ricavato il suo primo piccolo posto al sole nell’ambito giuridico e politico con il mai troppo rimpianto G.W.F. Hegel nel fondamentale volume “Lineamenti della filosofia del diritto” [da parte mia consiglio l’obbligo di lettura a tutti voi] in cui teorizza della responsabilità, sancendone una filiazione diretta con il problema del male che viene compiuto, al tema della pena e soprattutto (e qui il volume raggiunge il suo climax) alla questione della possibile riparazione del danno che si è prodotto, che rinvia al futuro, ovvero introduce il metaforico concetto del rispetto universale del secondo principio della termodinamica.

A questo punto miei gentili lettori vi starete chiedendo cosa ne pensi di Max Weber e Karl-Otto Apel. Beh... Cosa dire non mi sono dimenticato della conferenza tenuta dal buon vecchio Max nel 1919 in cui affermava che l'etica della responsabilità consiste nel fatto che poiché il futuro si ipotizza sempre nella sua incertezza l'uomo politico deve, ed è obbligato moralmente a farlo, rispondere delle conseguenze termodinamicamente prevedibili delle proprie azioni che hanno un peso sempre e comunque importante (secondo la teoria del kaos) sulla vita degli altri uomini, attraverso lo scontro politico. Nella celebre conferenza Max arrivò addirittura a distinguere l'etica della responsabilità dall'etica della convinzione e addirittura della intenzione. Tuttavia il suo ormai celebre intervento suscitò tanto scalpore per gli accenni di critica al pacifismo, e l'utilizzo di mezzi immorali partendo da principi puri. A questo punto se qualcuno di voi potrebbe chiedermi lo sviluppo dell'argomento ad consequentiam: la valutazione di un atto o di un accadimento dipende unicamente (o meglio kaoticamente) dalle conseguenze attese, conseguenze che sono ritenute altamente probabili sulla somma dell'esperienza fatte nella nostra vita.

Ora vi starete tutti chiedendo allora perché ho scelto di citare insieme al buon vecchio Max anche il controverso Karl-Otto Apel.
Beh come sicuramente tutti voi sapete(e se non lo sapete o avete sbagliato blog o mi conoscete davvero moltooo poco) il simpatico e gioviale Karl sul finire del secolo XX decide arbitrariamente di estendere l'etica del buon vecchio Max come modalità propria di tutti gli uomini, con la sua etica discorsiva che è una semplice (e neanche tanto geniale) trasformazione dell'universalistica etica deontologica del mio vecchio amico Kant. Secondo il simpatico e gioviale Karl l'a priori da cui Kant faceva dipendere la possibilità della conoscenza e dell'universalità della scienza (per cui la ragione singola dell'individuo si chiede se il suo principio pratico può essere universalizzato) non è una struttura profonda della ragione, ma è il linguaggio, che a propria volta è retto da un a priori secondo cui tutti rispondono idealmente all'osservanza delle 4 pretese di validità di una comunicazione. Quindi l'etica discorsiva riflette su ciò che assieme, vogliamo riconoscere nell'argomentazione come moralmente obbligante, volgendosi alla macroetica planetaria.

Infine permettetemi di concludere questo mio escursus post miptv con la citazione del saggio Emmanuel Lévinas (niente applausi..e per i tanti che si domandavano quando lo avrei citato.. Eccovi accontentati... Ora per un mese state tutti buoni) si deve parlare di etica come responsabilità, perché non vi è (ne mai ci sarà) alcun senso etico al di fuori della responsabilità verso altri.

Ora dovrei concludere ovviamente con il filtraggio alla Wiener, siete in molti ad aspettervi un finale del genere immagino, invece per quello vi do appuntamento alle prossime puntate, ora vorrei ringraziare un po’ di persone con cui ho condiviso queste mie teorie negli ultimi giorni:

Prima tra tutte la Lo!, of course, senza di Lei qui ci starei a dire ben poco. Come sempre la sua capacità di analisi del reale è straordinaria, questa ragazza ha davvero un marcia in più! (ehehe prendo sempre il meglio..of course).
Marcello, questo hombre tra alcol e film sa sempre come colpire. Io lo vedo come una astronave. Ti fa salire a bordo, e ti porta in orbita attorno alla terra, e da lì tutti assume una sfumatura diversa e vedi il quadro d’insieme.
La Roby, lei mi conosce bene, e conosce i miei processi deduttivi. Cristallina e Realistica. Con lei è tutto un causa-effetto.

Spero di esserci io con voi quando ne avrete bisogno.

A tutti e tre va un mio sincero e commosso THXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX.

Il no-prize dite... Mhmmm.. Vediamo, mi gira in testa da sempre ... E sarà che ormai i subsonica sono un must o sarà che sono la colonna sonora della mia vita o forse recita il meravigliso verso .... “per ritrovare tutto il possibile del mondo ora e dovunque per spingere sempre più a fondo senza pensare senza timori nè domani tra queste mani” , quindi:

Per tutto il tempo che ci è sempre stato negato
che per averlo abbiamo spesso rapinato
per le mie dita nella tua bocca per la tua saliva
per le tue mani
per il mio tempo che nei tuoi occhi è imprigionato
per l'innocenza che cade sempre e solo a lato
per i sussuri mischiati con le nostre grida
ed i silenzi
per il tuo amore che è in tutto ciò che gira intorno
acquista un senso questa città e il suo movimento
fatto di vite vissute piano sullo sfondo
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Per questa rabbia che in punta al mio palato sfiora
la nudità della tua intelligenza e ancora
per il tuo corpo altare ed unica dimora
ti sto cercando
per ritrovare tutto il possibile del mondo
ora e dovunque per spingere sempre più a fondo
senza pensare senza timori nè domani
tra queste mani

Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me

Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu






3月31日

teorie assiomatiche

Gentili,
 
dal mio sistema 5.1 si diffonde la musica dei miei amati Subsonica intonanti "Tutti i miei sbagli".
 
Il testo della canzone rappresenta oggi come non mai un sunto veloce e dinamico dei giovani della mia generazione.
 
Una generazione che si sente poco i trentanni da poco o in procinto di compiere, ma che non dimentica i racconti dei nonni sui periodi bui della guerra.
 
Lungi da me tentare di dipingere in queste inadeguate pagine virtuali il ritratto della mia generazione, ma mi sembra impossibile iniziare un post senza raccontare le emozioni che mi esplodono dentro grazie alla musica che in questo momento mi circonda.
 
Passata questa nostra piccola linea d'ombra mi sembra opportuno raccontarvi le necessità personali che mi hanno spinto a quest'ora sul mio blog.
 
Prima di tutto la voglia di raccontarmi, e di leggermi ovviamente, ma anche l'intima necessità di dirvi che oggi 30 marzo alle otto di sera il sole regala ai tetti di Bologna tenui raggi di sole.
ù
Sapete il sole mi sa dare belle sensazioni quando si guadgna un posto tra le nubi che coprono i cieli della mia città adottiva.
 
Oggi sono iccollato davanti al pc da un powerpoint lavorativo, e mentre preparo la valigia per un nuova settimana di trasferta a Milano (o forse è a Bologna che sono in trasferta da Milano?), scelgo un po' di musica per la colonna sonora di questa mia ennesima giornata lavorativa.
 
Comunque mentre ero perso nell'entropia della mia stanza ho pensato a come si possa facilmente affermare che le teoria matematiche a me tanto care siano tutte ipotetico-deduttive, quando sono abbastanza sviluppate e discretamente (non nel senso di sileniose!) organizzate in modo per lo meno sistematico. Questo indica chiaramente che si potrebbero individuare alcuni principi, meglio definiti assiomi, e i teoremi di quelle teorie che sono conseguenze logiche degli assiomi stessi. La maggior parte dei ragazzi della mia età ritiene che gli assiomi si chiamano anche ipotesi (da cui la definizione, ma questa terminologia con mio sommo rammarico è sempre meno diffusa, risalente a fine Ottocento, al quanto vulgata di "teorie assiomatiche") a sottolineare e sottointendere il fatto che spesso non sono considerati reali, né li si potrebbe mai assumere come reali, se non come concessione di massima al linguaggio intuitivo (che tanto sembrava ostico al buon A.C. Doyle), che nasconde in realtà una formulazione decisamente ipotetica (se fossero veri..., ogni qual volta sono veri...).
 
Ora chiaramente sarete tutti lì intenti a chidervi il no prize di questo post.. ebbene eccolo a voi... come sempre buona caccia:
 
 
Tu sai difendermi e farmi male
Ammazzarmi e ricominciare
A prendermi vivo
Sei tutti i miei sbagli
A caduta libera
E in cerca di uno schianto
Ma fin tanto che sei qui
Posso dirmi vivo
Tu affogando per respirare
Imparando anche a sanguinare
Nel gioco che sfugge
il tempo reale sei tu
Tu a difendermi a farmi male
Sezionare la notte e il cuore
Per sentirmi vivo
In tutti i miei sbagli
Non m' importa molto se
Niente è ugule a prima
Le parole su di noi
Si dissolvono così
Tu affogando per respirare
Imparando anche a sanguinare
Nel giorno che sfugge
Il tempo reale sei tu
Tu a difendermi e farmi male
Sezionare la notte e il cuore
Per sentirmi vivo
In tutti i miei sbagli
Tu affogando per respirare...
Tu il mio orologio che può aspettare
E anche quando c'è più dolore
Non trovo un rimpianto
Non riesco ad arrendermi
A tutti i miei sbagli
Sei tutti i miei sbagli
Sei tutti i miei sbagli
Sei tutti i miei sbagli

 
1月19日

Talking about indossare prego

 

Quote

indossare prego
Gentili,
 
urge la necessità di consigliarvi di indossare questo capo di quotidiana narrazione...
 
un consiglio mentre indossate ... chiudete gli occhi e riassumete il 2007 ....:
 

Jovanotti - Fango

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

indossare prego

Gentili,
 
urge la necessità di consigliarvi di indossare questo capo di quotidiana narrarione... un consiglio mentre indossate ... chiudete gli occhi e riassumete il 2007 ....:
 

Jovanotti - Fango

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

1月13日

post Natale

gentili, scusate l'ovvio gioco di parole che da il titolo al mio odierno post. In molti questa volta si sono lamentati della mia latitanza. Come scusate, posso dirvi, che sulla destra della presente colonna trovate un grossa novità. anche io sono caduto nella grande rete di Flicker! E' fantastico, provate tutti! L'altra novità, anche se non visibile (in quanto è chiusa solo a coloro che fanno parte del network) è Facebook. La mitica Lo, dopo forti pressioni mi ha spinto in questo mondo fantastico, e ora anche qui sono parte della rete. Per il resto le vacanze di Natale ormai sono solo un bel ricordo. Gli scacchi con gianluca sono diventati una meravigliosa isola per le tensioni di questi giorni. Ovviamente l'asma ha voluto presentarsi con l'anno nuovo. Ma escluso questo questo dire che tutto procede al meglio. Mi sono ri-promesso di fare un post-Natale con i buoni propositi per il 2008.... e quindi eccomi: 1) migliorare l'inglese (ormai è un karma, ma ci riuscirò); 2) comprare un nuovo rasoio elettrico (quelli vecchi hanno fatto la loro storia); 3) leggere più fumetti (sembra scontato dite?... beh avete ragione... ma debbo superare la soglia dei 90 albi al mese); 4) fare un master hi-level (anche questo ormai è un karma); 5) fare più viaggi con la Lo; 6) migliorare il mio stile di danza (o almeno provarci); 7) essere sempre più felice! questi e altri... gli altri se va bene li leggerete in queste pagine prima del 2009. Intanto da parte mia a tutti voi i miei più sinceri auguri di un fantastico 2008!! Of course Fiesta!!!
11月27日

MdT1n5i per Erickson

Gentili,

oggi Bologna regala un sole scuro, con bagliori diffusi che dalla finestra della mia camera da letto sembra donare un nuovo colore alle sfumature di nero che compogono le coste dei volumi sulla mia libreria ikea.

La lettura quotidiana dei blog mi regala subito due pensieri: la MdT1n5i e i saggi di Erickson.

Come essi si possano miscelare e da quale logica (chiaremente matematica) essi derivino lo lascio per una volta ai vostri post.

A corredo un immagine limpida del processo che potrà (forse) aiutarvi nelle deduzioni.

Che il buon Holmes accompagni voi tutti e me in questa gionata.

see you...
11月6日

monocromi fotografie per memorie colorate

Gentili,

 

Gentili,

 

post notturnpo questa volta.

 

sono da poco tornato a casa.

 

sono stato via pochi giorni ma sono sembrati mesi.

 

In questi giorni il mio impegno lavorativo è stato al massimo, come dire... lavorativamente ho appena festeggiato il capodanno.

 

Per molti di voi, miei cari distratti e forse nuovi lettori Lucca è un cittadina come altre che fa paesaggio con i suoi svincoli nei vostri speranzosi viaggi nell'Italia di una volta.

 

Ma per me Lucca è sempre stato qualcoisa di diverso.

 

Non sapevo dove fosse in Italia, quando ero ancora un ragazzino ma già sapevo che l'avrei amata.

 

Come amavo le quarte di copertina dei miei adorati albi a fumetti che recavano in grafica strillo paradisi collezionistici e autori leggendari quando si approssimavano le pubblicazione di settembre.

 

Quest'anno ho fatto di tutto. Ho parlato con tanti, e montato non so quante volte al mio pc un cavo vga.

 

Ho anche pianto, sognato e sospirato.

 

Ma i sorrisi il buon umore, i volti allegrei di quelli che con il tempo diventano sempre più amici e meno colleghi, e le bugie (fortunate) dei meteorologhi.

 

Ho sospirato nelle mie passeggiate d'alba.

 

Svegliarsi al mattino presto, quando i padiglioni della fiera sono ancora in apertura e vedere le strade semi deserte.

 

Bere un caffe da solo, respiare gli odori di un inverno che regala sole e di fumetti fresco stampa.

 

Da dietro uno stand guardare un ragazzo che compra frugando le monetine come tesori preziosi mentre poi ti guarda sorridendo. Guardare tanta gente come lui e leggere nei loro occhi la tua stessa emozione.

 

E' come se ogni giorno di questa fiera fosse un giovedì mattina.

 

Un bellissimo giovedì mattina.

 

La tensione governa le giornate ma sapendola gestire capisci la fortuna di fare un lavoro che ha la forma e l'orizzonte dei miei sogni.

 

So cosa state pensando miei gentili lettori, parlo di lavoro? violo deliberatamente una delle mie rulez...?

 

No niente lavoro, questo post racconta di scatti, di attimi dell'istantanea dell'animo che mi regala l'archivio dei ricordi.

 

A olte un caffe con un amico che dura 4 minuti segna un giorno più di quanto ci rendiamo conto.

 

Vorrei tanto parlarvi del perchè ho pianto, ma ci sarà tempo anche per quello.

 

Il mondo ha i suoi colori, i suoi neri e i suoi blu, ma quando la memoria ci regala attimi, solo la poesia del monocroma ci ricorda "come eravamo belli".

 

Un saluto lo lancio:

 

- alle risate con Maurizio in un Lucca e fredda nottura con due information point improvvisati; - ai su citati 4 minuti al bar con Francesco parlando come una volta di riprese e scenografie; - ai cafè, a quanti ne presi e con chi li ho presi - a Diejo x il volume - a tutti coloro che mi incrociavano e ripetevano come un mantra... "ho provato a chimarti al cel per un cafe, ma è SEMPRE occupato"

 

e soprattutto a tutti coloro... che mi hanno chiesto ma che lavoro fai?

 

un no-price dovuto ovviamente:

 

Loving you is driving me crazy People say that you were born lazy 'Cause you say that Work Is A Four-Letter Word

 

So change your life There is so much I know That you can do Come and see ...

 

Wide-awake And take all of this love That is waiting for you

 

If you stay I'll stay right beside you And my love May help to remind you To forget that Work Is A Four-Letter Word

 

I don't need A house that's a showplace I just feel That we're going no place While you say that Work Is A Four-Letter Word

 

So change your life There is so much I know You can do Come and see ...

 

Wide-awake And take all of this love That is waiting for you

 

If you stay I'll stay right beside you And my love Might help to remind you To forget that Work Is A Four-Letter Word Oh ...

 

I don't need A house that's a showplace I just feel That we're going no place While you say that Work Is A Four-Letter Word

 

So change your life There is so much I know That you can do Please come and see ...

 

Wide-awake And take all of this love That is waiting for you

10月22日

Philip Kotler, viaggi e teorie di una nevicata mancata

Gentili, come sempre permettetemi una sincera scusa per la prolungata assenza da questi lidi. Il mio impegno professionale mi ha rubato due meravigliosi viaggi prima nell'imprevista e fascinante Girona, e il secondo nell'usuale ma non per questo meno intrigante Cannes. Intanto mentre la stagione delle piogge e delle grandi fiere volge al suo termine di primo tempo, mi ritrovo a svegliarmi alle 6.40 del mattino con una necessità esistenziale di raccontare i riflessi di quotidiano che passano nel mio iride. Il classico freddo invernale ha scelto di avvolgere la mia amata Bologna per insegnarmi ancora una volta il piacere di una bella passeggiata domenicale. Un MMs ieri mi ha mostrato il panorama che due anni fa da una piccola finestra con grata guardavo ammirato nel mio inverno bolognese. Un MMs che raccontava di amore e fiocchi di neve. Quella neve ieri è mancata a Bologna come mancava al mio animo il caldo tepore di un abbraccio. Questa mattina degustando il mio ultimo vasetto di yogurt (non mi chiedete la marca non sono bravo con i brand), ammiravo il classico cielo griggio cemento che usualmente il mattino convoca per annunciare una giornata di freddo e pioggia. Ma l'insolita tensione atmosferica non mi ha recato tristezza, ma mi ha semplicemnte ricordato il cielo d'Irlanda. L'Irlanda, la nazione che non conosco e che al pari dell'amata Bologna mi accompagna come background immaginario fin dalla mia nascita adolescenziale (che di solito faccio coincidere con l'uscita di NeverMind dei mitici Nirvana). Oggi è un giorno di sogni, e come sempre non mi riferisco alla mia amata attività professionale, di cui come sapete non mi piace parlare in blog, ma della mia vita reale. Mi sembrava di ricordare come il 19 ottobre 1987 la ben amata Wall Street vivesse un giorno non propriamente felice. chi sa se il cielo di New York aveva una bel sole quel giorno. Certo il 19 ottobre (qualche giorno fa per chi legge in tempo reale) 2007 ha celebrato i vent'anni da quel duro giorno per l'economia mondiale. Obbietterete con me che non c'è stata nessuna ciclicità storica in quanto il 19 ottobre del corrente anno gli investitori non hanno bruciato in un attimo buona parte dei loro super utili ma con numeri bassi rispetto al 19 ottobre 1987, hanno comunque vissuto un brutto venerdì. Dieci 10 volte più basso (-22,6% il Dow Jones nel black moonday 1987 e "solo" -2,64% venerdì scorso). Sapete questa mattina pensavo a come si sentiva uno studente della Kellogg School of Management di Evanston, Illinois, quando si vedeva entrare in aula un uomo come Philip Kotler. Per i pochi che non sanno chi è, ma se non impegni aziendali reali è più che lecito che il suo nome vi sembri strano, il buon vecchio Philip nel 1971 con il volume Marketing Decision-making sancì il passaggio del Rubicone per i manager di tutto il mondo. Prima di lui si pensava che una buona esperienza sul mercato potesse permettere ad un manager di poter prendere valide decisioni di marketing, ebbene dopo la stampa della sua teoria nulla fu come prima. Interi organigrammi vissero incredibili terremoti e così le aziende si ritrovarono utili maggiorati nel giro di un anno passando da una progettualità production oriented ad un marketing oriented. Il tempo stringe e quando questo post sarà on-line io sarò già in ufficio. See you space cow-boy..and no prize for you: Wake up, Grab a brush and put a little (makeup), Grab a brush and put a little, Hide the scars to fade away the (shakeup) Hide the scars to fade away the, Why'd you leave the keys upon the table? Here you go create another fable You wanted to, Grab a brush and put a little makeup, You wanted to, Hide the scars to fade away the shakeup, You wanted to, Why'd you leave the keys upon the table, You wanted to, I don't think you trust, In, my, self righteous suicide, I, cry, when angels deserve to die, Die, Wake up, Grab a brush and put a little (makeup), Grab a brush and put a little, Hide the scars to fade away the (shakeup) Hide the scars to fade away the, Why'd you leave the keys upon the table? Here you go create another fable You wanted to, Grab a brush and put a little makeup, You wanted to, Hide the scars to fade away the shakeup, You wanted to, Why'd you leave the keys upon the table, You wanted to, I don't think you trust, In, my, self righteous suicide, I, cry, when angels deserve to die In my, self righteous suicide, I, cry, when angels deserve to die Father, Father, Father, Father, Father/ Into your hands/I/commend my spirit, Father, into your hands, Why have you forsaken me, In your eyes forsaken me, In your thoughts forsaken me, In your heart forsaken, me oh, Trust in my self righteous suicide, I, cry, when angels deserve to die, In my self righteous suicide, I, cry, when angels deserve to die.
8月31日

Dimitry, Narnia, BlackMamba e Thomas Bayes

Gentili,

scusate la prolungata assenza da questi lidi, ma come avrete potuto immaginare anche per me è arrivato il momento delle vacanze.

Diciamo che le mie vacanze quest’anno hanno avuto un sapore un po’ diverso…

Niente spiagge tropicali... niente assolate pianure spagnole, niente fresce passeggiate nella magica brughiera francese... niente falò notturni sulle spiagge caraibiche del Messico.

Quest’anno spinto dal mio grande amore Lo, ho scelto una vacanza diversa… Sono andato in Bosnia, nella città di Srebrenica.

Visitare una città che è stato teatro di guerra è un esperienza che ti segna, più di quanto riuscirete mai a capire leggendo queste mie fredde parole.

Anni fa intrapresi un viaggio simile, fatto solo con più incoscienza e più alcol nelle vene. Partì con alcuni amici per il campo di sterminio di Auswitz. I due viaggi in realtà per quanto possano sembrare simili, sono profondamente diversi, ugualmente invasivi nell’animo del visitatore, ma completamente diversi. Vistitare un campo di sterminio tedesco vuol dire, fare un viaggio nella memoria storica che la coscienza civile ci ha impresso a fuoco nell’animo fin da quando siamo bambini. Pensateci, appena si va alle elementari nei programmi ministeriali d’insegnamento, si ascoltano lezioni sulla Shoah.

La coscienza di noi piccoli bambini viene subito messa di fronte all’esistenza del male.

Il Male, quello vero, quello da film dell’orrore di serie B, quello che è talmente raccapricciante che nel tuo animo scegli di crederlo impossibile, ti viene detto e raccontato fin dall’infanzia che esiste, che è reale. Sapere che l’impossibile piano sviluppato in seno ad gruppo di pochi uomini ha portato a questo numero di morti:

-. 5,6–6,1 milioni di ebrei

-. 3,5–6 milioni di civili Slavi

-. 2,5–4 milioni di prigionieri di guerra

-. 1–1,5 milioni di dissidenti politici

-. 200.000–800.000 tra Rom e Sinti

-. 200.000–300.000 portatori di handicap

-. 10.000–250.000 omosessuali

-. 2.000 Testimoni di Geova 

 Totale da 13.012.000 a 18.952.000

(fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto)

Dovrebbe sconvolgerci..farci piangere... ma non stiamo piangendo..non davanti al monitor..non adesso...

Tutte queste cifre possono soltanto farci capire come i cattivi esistano, e quelli di cui da tanto leggo nei miei adorati fumetti, non sono che pallide fluorescenze di neon riflessi nello sporco specchio di un vecchio bar-coscienza.

Ma di tutto questo ne siamo a conoscenza, kilometri di pellicole e negativi sono stati impressi con fotogrammi di rappresentazioni cinematografiche che tentavano di raccontare l’impossibile olocausto. Il dolore di quei giorni, di quelle follie cade per osmosi didattica nelle menti dei bambini, creando la memoria storica. Ma… Esiste un ma… Di quelli che potrebbero sconvolgervi la vita.

Se siete abbastanza cinici, se nel vostro cuore vi sentite piccoli anti-eroi vestiti con completi di Versace e camice sgargianti continuate a leggere, altrimenti fermate i vostri occhi, quello che segue potrebbe non piacervi.

Srebrenica è il dolce che avete nel cuore ma che avete paura di ricordare.

Srebrenica è la città delle lacrime asciugate in fretta, e delle grida soffocate in fretta con bavagli bagnati nel sangue dei tuoi amici morti.

Srebrenica è la città della non-memoria, è quel lugo che evitate, è quel nome che leggete e dimenticate.

Srebrenica è l'urla di una madre che risuona nel silenzio delle nostre vuote coscienze.

Srebrenica è la paura negli occhi dei suoi abitanti nel gurdare arrivare un turista.

Srebrenica è il suono di una parola che significa dolore e morte, e che per questo non sentirete pronunciare.

Srebrenica è le buca in terra fatta da una granata su di un campo di basket di una scuola elementare nell’ora di ginnastica.

Srebrenica è la mano della mia Lo, che si stringe alla mia mentre una donna ci racconta che ha una mucca sola e con quello che le da la mucca non ci vive… non ci mangia…non ci mangia oggi…

Srebrenica è il luogo in cui la FILCA ha organizzato un campo di soggiorno per italiani.

Srebrenica è la città da cui è iniziata la rinascita della mia vita, del mio rapportarmi con il mondo.

Srebrenica è Leptir, l’associazione dove sono stato volontario, e dove ho insegnato a lavorare la creta ad un gruppo di bambini.

Srebrenica è Dimitry, un bambino di circa otto anni, sveglio come non mai che da questo agosto saprà che: il bene vince su tutto grazie all’uomo ragno; un serpente ed un papero vampiro possono trovare la verità solo avvicinandosi in pace ad un pozzo d’acqua; bisogna nella vita saper dire sempre “Klaatu barada nikto”; e che avrà un amico di nome Vincenzo in Italia (nessuna delle precedenti affermazioni è sbagliata, ndb).

Srebrenica è Narnia, una brava bambina di non più di 11 anni, che ha imparato ad essere adulta prima ancora che ad essere bambina.

Srebrenica è BlackMamba, una ragazza di 16 piena di vita, di forza, e di necessità di amici, che un giorno scoprirà che lei, Beatrix Kiddo e Uma Thurman, hanno molto più di qualcosa in comune.

Bene loro sono solo tre dei bambini che hanno avuto voglia di stare con me per cinque giorni, che hanno avuto l’incoscia (o incosciente ?) pazienza di insegnarmi a vivere ogni attimo, a respirare con giusta causa e a ringraziare per l’aria che mi circonda.

Se quello che ho fatto sia stato un viaggio psicoanalitico dentro me stesso, ne sono sicuro, ma non so dove questo sentiero mi condurrà. Volete sapere come erano i miei tre piccoli bimbi? Volete conoscere il loro magico sorriso? Volete ascoltare le loro indimenticabili voci? Bene, allora preparatevi.

I loro padri sono stati uccisi nella maniera più atroce possibile.

I loro giocattoli sono avanzi di utensili da lavoro distrutti.

I loro parchigiochi macerie che nessuno vuole ricostruire.

I loro insegnati uomini e donne cn gli occhi illuminati dal fuoco di chi è sopravvissuto.

La loro aria infestata con qualsiasi arma chimica possibile.

I loro geni deformati, per rendere indimenticabile la follia degli uomini.

Cercate la vita, cercate voi stessi, cercate Srebrenica.

Un solo grazie a Lo, per quello che mi ha regalato. Grazie.

of course no prize per voi:

Left a good job in the city,
Workin' for The Man every night and day,
And I never lost one minute of sleepin',
Worryin' 'bout the way things might have been.

Big wheel keep on turnin',
Proud Mary keep on burnin',
Rollin', rollin', rollin' on the river.

Cleaned a lot of plates in Memphis,
Pumped a lot of 'tane down in New Orleans,
But I never saw the good side of the city,
'Til I hitched a ride on a river boat queen.

Rollin', rollin', rollin' on the river.

If you come down to the river,
Bet you gonna find some people who live.
You don't have to worry though you have no money,
People on the river are happy to give.

Rollin', rollin', rollin' on the river.
Rollin', rollin', rollin' on the river.
Rollin', rollin', rollin' on the river.

 

 

 Memoria….come insegnata il teorema di Bayes

7月14日

semantiche differenziate per strutture dinamicamente confluenti

Gentili,

 

il mio eurostar diretto a napoli, ha scelto di fermarsi dopo solo venti minuti dalla partenza dalla stazione di Roma Termini. Ora sono meravigliosamente fermo nel nulla, un nulla illuminato dalle ceneri di un veloce tramonto estivo, e adornato da un verde malinconico, in cui ruderi abbandonati da una falsa espansione industriale mi fanno da monito di un passato che ti vuole restare intorno e dentro nonstante ormai questi luoghi non siano altro che un bell’acquario per i miei viaggi.

 

Il coro dell’armata russa, ha scelto di farmi da colonna sonora.

 

Ho una bella t-shirt verde militare, regalo del mio indispensabile Amore: Lorenza.

 

Poco prima ho detto la parola ciao al 17 ettesimo episodio dell terza stagione di Lost.

 

Davanti ho la destionazione Napoli, dietro come punto d’origine Bologna.

 

In realtà il tessuto stesso della realtà si fa beffe di me raccontanto al contrario la mia vita in una semplice corsa in treno.

 

E’ incredibile come ormai abbia in cirolo più Red Bull che caffè.

 

Il caffè è stato per anni la mia lotta alla stanchezza, e il compagno fedele di pause cercate e trovate più per diletto che per necessità. Ora dabuon compgno fedele ha scelto di maturare, di mitizzarsi in un bel barattolo di latta con marca Kimbo nel mio entropico scaffale in chiù street., lasciandosi solo magici momenti in cui farsi gustare non per necessità di tempo libero, ma solo per puro piacere di aroma forte e deciso.

 

La Red Bull ha avuto il sempre ingrato compito di prenderne posto nelle notti in cui non riesco e non voglio riposare.

 

Certo sono npoletano, certo la Red Bull sa di sciroppo medico, ma GB, scelgo io come vivere la mia vita e ome spedere le miei pause.

 

Tutto questo per raccontarvi che anche quest’anno la mia famiglia mi regala la gioia di una laurea.

 

E’ la mia sister ad entrare nel mondo dei doctor. E lei doctor lo è sul serio, anzi doctor di quelli più difficili. E’ o sarà (a seconda di quando pubblicherò questo post): pisicologa.

Intanto sento un po di freddo conizionato da trenitalia e penso che Anita Lane, è strardinaria nella sua personale interpretazione di Bella Ciao.

 

Ho voglia di sole, amici e amore (of corse Lorenza).

 

L’amore mi viene dalla mia famiglia, ovvero mi viene dai miei genitori, il mio punto d’origine e da Lorenza, il mio punto di arrivo.

 

Un pessimo film molto giovanile-andante recitava “Cosa resterà di noi”.

 

Lo vidi qualche anno fa in un cinema all’aperto, in una bella oasi naturle adibita con sedie modello vacanze anni 70 a magico cinema per vacanzieri svogliati e cittadini. Mentre mi godevo una bella sigaretta, assoporando la magia di nutrirmi di nicotina davanti al grande schermo ricordando i “grandi” e i loro racconti di sigarette al cinema in epoca pre-Regan, mi perdevo ricordando quando due vite e mezzo prima, in quello stesso posto da adolescente solo e fuori posto scoprivo una band liceale che si godeva i suoi 15 minuti di gloria suonando su di un palco improvvisato l’anarchia in Inghilterra dei creatori sex.

 

Beh, comunque tornando al titolo della pellicola giovnile-andante di cui sopra, ebbene poco fa mentre chiedevo un lighter per la paglia della pausa train a Roma, ne ho capito il mio personale senso.

 

Sapete cos’è un idea, e se non lo sapete vi consiglio di ripassare Platone, in quanto potrebbe aiutarvi nella delucidazione ovvia.

 

L’idea è la comprensione perfetta dell’essere.

 

Ho capito come in un flashback di Desmond, che il quadro d’insieme non si modifica fin quando non comprendi tutte le variabili.

 

E così come in un video costruito con  montaggio di final cut, formato solo da jpg a 72 dpi su cui scorre un finto carrelo, figlio leggittimo di una trasizione digitale, ho rivisto i miei amici in ricordi fotografici impossibili di cui solo la mia memoria può fare storage, fra qualche anno o decennio. Ho visto io e il mio amore a sessantanni su di una sedia davanti al mare d’inverno felici come non mai.

 

Ho visto i miei genitori, e ho pianto.

 

Cosa resterà di noi? Resterà il nostro essere divenuti grandi negli occhi dei ragazzi che guarderanno passare.

 

E allora ora lo so, e voi lo sapete?

 

Qui niente bugie, niente balle solo verità dura vera, come la luce che fioca attraversa una veneziana poco aperta in un poco caldo pomeriggio, creando pallidi e luminiscenti zone di griggio in alti e bassi di luci ed ombre.

 

Siate sinceri con voi, come la vita lo è stato con voi.

La scena iniziale di Psyco, paradigma necessario e indimenticabile per chi come me cerca poetiche visioni d’insime attrerso andamenti instabili di funzione esponenziali, in cui le cresccite batteriologiche restano una base di calcolo indimenticabile.

 

Calcolate il limite della vostra vita che tende ad infinito, usate il teorema del Hopital se necessario ma fatelo.

Vorrei che nella vita si potesse scegliere per chi piangere, ma forse basterebbe ricordarsi per chi lo abbiamo fatto e non perché, ma come ci siamo sentiti quando abbiamo smesso.

Non smette di vivere, non smette di piangere, e soprattutto non smette di guardare l’entropia che vi circonda, in essa c’è la nostra lotta per la felicità.

Io la mia l’ho trovata, fate lo stesso e ringraziate Dio comunque e sempre.

 

Nel dolore impariamo… nel dolore nasciamo… su questo mondo scegliamo.

 

Stay tunned space cowboy!

 

 

6月6日

il 31 e le sue derivazioni

Gentili,

 

anche questa volta un dolce dondolare di un treno mi accompgna nello scrivere questo post.

 

E’ quasi l’alba, di un nuovo meraviglioso lunedì, di un meraviglioso inizio settimana.

 

Faccio un punto su quanto scorre in quanto una ricorrenza che trova incredibili proseliti sul pianeta terra mi ha sfiorato nei giorni scorsi.

 

Ho compiuto 31 anni.

 

Una data incredibile.

 

Sapete, quando siete un ragazzo di una non ben specificata periferia napoletana, e andate in uno sperduto, lontano solitario e freddo liceo di provincia e vi viene voglia di raccogliere unificare e catalogare la continuity di Spider-man, beh immaginate che quando avrete 31 sarete solo uno degli altri…di quelli che si catalogano a quell’eta di ingenuità come “grandi”.

 

Ebbene prendete lo stesso ragazzo mixatelo con vari viaggi in giro per il mondo, fategli fare un viaggio in autobus nell’est europa, fatelo vomitare davanti covent gardern a Londra, fatelo camminare da solo per le strade della città vecchia di Gerusalemme, mandatelo mezzo triste a sognare ad un falò su di una spiaggia messicana, fategli suonare la chitarra vicino al mare sul promontorio di San Michelle, dategli coraggio mentre piange in una pianura incredibilmente verde del Galles, guardatelo con allegria mentre chiede scusa ad un eterno amico in una stanza dal letto sfondato di un piccolo albergo parigino sito in rue de trevì...

 

Ora prendete quello stesso ragazzo, somategli nella mente qualche mese di notti sveglio a:

 

passare un esame o più di analisi con macchinette intere di caffè a fargli da sostegno in mancanza dell’invenzione Red Bull;

a piangere per le persone sbagliate;

a bere seduto in varie piazze del mondo, ma sorattutto in una di Napoli, San Domenico… (in alcuni casi il ragazzo di cui sopra ha anche cantato alle sette del mattino succede solo da Mc Donald);

a sognare futuri radiosi con i suoi amici eterni sul pomontorio di Posillipo a Napoli, per la prima alba di un anno diverso e uguale al sempre;

a gridare toro toro… forever toro! A casa di uno di quei ragazzi che al liceo sono i più fighi che mai e dopo…sono soli mentre tu hai le uniche vere amicizie che si può e si deve;

a piangere di nuovo, ma solo perché una canzone che non avevi mai sentito prima ti racconta meglio di quanto tu faresti mai;

a sbattere la porta e urlare contro le uniche persone che ti ameranno comunque e sempre, i tuoi genitori, perché la notte non si sta fuori, ma si sta in casa;

a guardare Fronte del porto e Star Trek, con riferimenti alle capacità di comunicazione di Uhura ;

a cantare Leggero;

a studiare Giotto e compagnia, pensando che a te studiare piace cmq e sempre, e che ti viene anche molto bene, ma forse è meglio non dirlo in giro..e continuare a fare lo stupido;

ad imparare a suonare un allegro andante… sulla tua chitarra mentre in testa hai la melodia di  Here came the sun;

a guardare la tua vecchia stanza e a ridere a crepa pelle, pensando a tuti quei poster di Capitan America, il partito comunista italiano e Eistan potessero stare nella tua testa e su quel muro;

a leggere Dark Knight returnes… e a capire che quelle pagine sarebbero state il tuo unico e meraviglioso futuro…;

A dire addio alla persona che ti ha amato e cresciuto come suo figlio.

 

 

Ora questo ragazzo di cui ennesimamente sopra spremetegli adosso un diecimila sogni di altri fatti di inchiostro carta e colore…

Mettetegli nellanima le note di tutti gli mp3 che uomo possa ascoltare in una sola vita…

Guardatelo riflesso negli okki di tutte le persone che lo hanno chiamato amico e gli hanno a loro modo voluto bene;

Proiettate nella sua mente tutti i dvx che vi passano sotto la fibra ottika;

fategli fare tanta strada ma tanta di cui nenache esistete una mappa ma solo una destinazione;

 

Bene fatto?....sapete cosa avrete?

Un decimo della mia vita e un secolo della mia generazione riassunti e romanzati daun blogger primitivo.

 

Nessuno conosce i conosce, come le persone a cui permettiamo di leggere la nostra equazione.

 

Ora ho 31 anni, ora ho un numero.

 

Ogni 12 anni scrivo un diario personale, di quelli con luchetti e copertine a forma di giglio che vanno di moda come regalo alle prime communioni, in esso scrivo cosa farò petr i prossimi 12 anni.

 

E’ complesso, diffcile da prevedere, ma la matematica mi aiuta… e il Signore mi protegge.

4月21日

scacchi, amici e blog

Gentili,
 
qualche tempo fa avevo scritto questo post, e come sempre con ritardo decido di lasciarlo qui....
 

Gentili,

 

 

Un post di viaggio.

Questa volta sono sul treno che mi porterà per le vacanze di Pasqua a Napoli, da miei storici e indimenticabili amici, ma soprattuto dalla mia cara e distante famiglia.

 

Ancora una volta i post da viaggio si dimostrano i più sofferti, e i più introspettivi

 

Purtroppo in questi giorni mi è capitato di interrogarmi sul perché mi venisse di essere tanto legato a questo blog.

 

Le riflessioni che da questo pensiero sono nate penso sarano oggetto di un post che leggerete solo tra due anni e mezzo, sul perché di un lasso temporale così breve, beh…non chiedetemi questo lasciatemi testimoniare e poi capirete.

 

Sapete... di poche cose sono sicuro nella vita, ma mi sento di affermare per esempio che nesun evento rilevante potrà mai cambiare il fatto che ogni volto che mi siederò davanti ad una scachiera potrò vedere che ci sono 64 caselle, alternativamente bianche e nere, disposte in modo tale da formare un piano quadrato di otto caselle per lato in cui ciascuna casella é adiacente ad una di colore contrario.

Mi piace immaginare che qualsiasi scacchiera sia suddivisa in otto colonne verticali ed otto traverse orizzontali. I pezzi degli scacchi, non si fanno influenzare da nulla e restano sempre prima di ogni partita sedici di un colore (generalmente bianco) e sedici di colore contrario (generalmente nero).

E non trovate anche voi affascinante che nessuna notizia possa cambiare il fatto che per ciascuno dei due colori si distinguono un Re, una Regina, due Torri, due Cavalli, due Alfieri e otto pedoni.

Ora forse non molti sanno, che i pezzi hanno valori unitari. Ovviamente considerando il valore del pedone come unità di misura, è quasi universalmente riconosciuto che i pezzi hanno il seguente valore :

- Cavallo = 3

- Alfiere = 3,15

- Torre = 5

- Donna = 9

- Re = infinito

Mi sembra, aggiungo il sembra per via della mia attuale imposibilità di accedere a fonti bibliografiche accertate, che nella storia dell’umanità l’idea di informazione si sia mossa di pari passo con l’idea di evoluzione. Se si pensa agli albori della razza umana sulla terra, si può capire come all’ora l’unico veicolo comunicativo diretto fosse il dialogo (non necessariamente nella sua accezione orale). L’arrivo della comunicazione tramite caratteri alfanumerici comunemente riconoscibili ha determinato un aumento del delta di precisione dell’informazione. In tal modo si è assistito alla naturale evoluzione dell’idee di aggregrazione in scuole di pensiero. Scuole di pensiero che si potvano dislocare su distanze geografiche sempre più grandi e distanti dalla fonte originale. Quando le strade hanno raggiunto un diffusione tale da permettere il viaggio non solo a scopi economici, si è potuto assistere al nascere della rivoluzione industriale, ovvero alla diffusione dell’informazione tecnica/specifica.

Facile a questo punto tracciare una linea di aderenza sistematica (mi verrebbe da dire anche frattale... ma il viaggio in treno non mi permette un elaborazione tanto complessa) con lo sviluppo dei blog su internet. Il blog è divenuto così la digitalizazione delle esperienze personali, filtrate attraverso lo specchio della comunicazione di intercossione, che è alla base della teorizzazione di internet.

L’evoluzione ha così trovato un suo nuovo paradigma e soprattutto una sua nuva crescita batteriologica da imitare per aumentare la sua velocità.

 Come questo si colleghi ai pezzi della scacchiera, mi appere ovvio a questo punto. Se assegnamo un valore ai blog, capiremo come essi possono nel tempo essere valutati come pezzi di un immaginaria scacchiera.

Si conideri la scacchiera mondiale internet, e i blog i vari pezzi.

Resta solo da stabilire quali sia il valore unitario su cui definire il valore numerico di ogni singolo blog.

Ma io non mi sto chiedendo questo, mi sto chiedendo (ascoltando Baby One More Time, nella bellissima cover dei Muse), quale pezzo uso di più negli scacchi, e quindi quale pezzo per me ha un valore strategico maggiore rispetto ad altri.

A questo punto m permetto un umile consiglio, sceglietevi il vostro Re, e poi cercate di capire come difenderlo.

Un consiglio, da buon vecchio giocatore di scacchi, sceglietevi liberamente i vostri binari su cui far scorre il "treno" della vostra vita e dei vostri blog.

Negli scacchi i due binari sono sempre la Strategia e la Tattica.

Io scelto Amore e Fede.

Il mio Re si chiama Dio, la mia strategia è l’Amore e la mia tattica è la Fede.

La Strategia resta un piano a lunga scadenza che ciascun appartente alla razza umana, cosciamente o incosciamente, immagina per vincere la battaglia.

La Tattica resta la capacità di scoprire le combinazioni che la vita ci pone davanti. Quindi alla sua base c'è il calcolo a breve scadenza: ad esempio il guadagno di materiale o il guadagno della qualità (cambiare una figura Alfiere o Cavallo con una Torre).

Detto questo converrete con me che gli attuali appartenenti alla razza umana in larga maggioranza sono degli ottimi tattici e dei mediocri strateghi: infatti la loro vita si basa solo sul puro calcolo empirico delle varianti di una posizione e non su concetti strategici.

E comunque se volete dei valori:

Amore = Lorenza

Fede = Cristiano Cattolica

Se volete un valore per me, e questo blog, fate voi...

Poi aspetto vostri commenti.

Un buon rock a tutti voi.

E necessari e importanti auguri di buona Pasqua, a tutti voi navigatori…

 

 

 

 

 

 

 

3月25日

Ora l'inverno del nostro scontento è reso estate gloriosa da questo sole di York

Gentili,
 
oggi è una bellissima giornata, e dal solito scorcio della finestra della mia ormai ex-stanza il mondo sembra voler trovare uno scampolo di mite inverno per racontare l'arrivo di un afosa primavera.
 
Sono felice, domani sarà un anno, che il mio cuore ha trovato il più stabile tra i legami.
 
Ho trovato l'amore, quello vero, quello che non ti aspetti, quello che non si spegne, e non si inbruttisce o si sporca...quello vero...
 
troverò il tempo, lo spazio e il luogo dove far ancorare la mia meravigliosa tempesta di sentimenti per far si che tutti voi conosciate e viviate uno stralcio di questa Unica esperienza che ho finalemnte incontrato.
 
tuttavia, non posso esimermi di parlarvi di una mia grande passione che mi ha spinto nei giorni scorsi a maturare una riflessione che sarà al centro (beh..prprio al centro no, perchè al centro c'è sempre il mio Amore) di questo post: il teatro.
 
Forse, solo i miei amici più cari sanno, visto che alcuni di loro sono stati costretti (come nel capolavoro Arancia Meccanica) ad assistere ai miei spettacoli, che sono stato per due anni (e forse più) in una compagnia teatrale. Devo dire che l'esperienza mi ha molto aiutato nel capire come definire l'importanza della lettura dei testi teatrali nella mia vita.
 
Spesso non ci si accosta ai testi teatrali in quanto, non si ritengono utili all'intrattenimento quanto un romanzo o un saggio, ma è qui che si comette un errore gravissimo. I testi teatrali ci permettono di avere una visione reale, dinamica e temporale dell'azione racconata, cosa che nesun romanzo può avere in quanto non ha una gestione dei dialoghi secondo un timing di ascolto.
 
Nella mia breve, ma intensa carriera teatrale, ho fatto esperienze su grandi poeti dl teatro, ma anche interpretato, un cowboy gay, in un musical basato sulle canzoni di madonna, lucida e folle rivisitazione attualizzata del sogno di mezza estate dell'immortale autore inglese.
 
Ora, mentre mi esibivo in un piccolo teatro off Napoli, ma talmente off che la gente lo definiva addirittura chic (peccato che la gente in questione fossero i proprietari del teatro stesso), ho avuto modo i riflettere sulla mia interpretazione di un cowboy ballerino in anfibi di nome Oberon.
 
Oggi mi ritrovo a leggere Puskin, mentre sogno e ricordo Federico Garçia Lorca con il memorabile Nozze di sangue.
 
Qualche giorno fa, scrivevo via mail con un noto blogger, su come mi aveva incuriositò la possibilità di disquisire in merito ad un nano in fiamme.
 
Ora considerare un nano in fiamme, significa considerare da un lato le fiamme e dall'altra il nano, ovvero un sistema biologico. Le fiamme producono esse stesse le proprie caratteristiche spaziali e temporali, ossia hanno la capacità di presentare livelli di auto-organizzazione che non sono riconducibili al livello dei costituenti microscopici . Per quanto riguarda il nano, si potrebbe valutare un approccio termodinamico, che tuttavia presenta il suo limite in relazione allo studio dei sistemi biologici stessi che è stato colto con grande lungimiranza da Brillouin, che in un suo scritto del 1949 afferma:

«In una certa misura, una cellula vivente si può paragonare a una fiamma: anche qui c’è materia che entra, che esce e che viene bruciata. Ma l’entropia di una fiamma non può essere definita, perché non si tratta di un sistema in equilibrio».
Ora ricordiamo il buon lavoro svolto dal memorabile Luigi Fantappiè (che come il buon vecchio Murphy è passato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa), e vediamo come  tenta di proporre un metodo d’indagine, ideato considerando le basi dalla fisica quantistica, e che quindi ogni legge fisica è simmetrica rispetto al verso del tempo. In base a questo, Fantappiè propone di descrivere i fenomeni sintropici come “negativa” di quelli entropici, uguali a quelle strisce nere che un tempo, quando ancora esistevano i fotografi sviluppatori ci fornivano insieme alle nostre care foto, ovvero i negativi: per osservare il fenomeno sintropico duale rispetto ad un dato fenomeno entropico, basta immaginare che il tempo scorra al contrario. quindi per esempio pensate un attimo quello che avete fatto prima di iniziare a leggere questo blog e riavvolgete con il massimo dei particolari ricordabili. Ora ricordiamo il processo di spegnimento di un nano in fiamme, e vediamolo come  “negativo” del processo di combustione del nano stesso. Come noto, il processo di combustione può sempre essere causato: da ciò consegue necessariamente che esso segue le leggi delle onde divergenti e che, quindi, è sicuramente un fenomeno entropico. Si parte da un sistema molto differenziato, quindi paragonabile ad un sistema biologico, che, quando brucia, assorbe ossigeno dall'aria ed emette anidride carbonica, acqua, calore e luce rossastra. Se si inverte la freccia del tempo, ottenendo in questo modo la “negativa” del processo di combustione, vedremmo un corpo che assorbe ani­dride carbonica, acqua, calore e luce rossastra, invece di emetterle, e che, invece di assorbire, emette ossigeno. In riferimento a ciò, è interessante notare che un corpo che assorbe luce rossastra dalla luce bianca del sole rimanda le radiazioni rimanenti della luce bianca e quindi ci appare del colore complementare del rosso, cioè il verde, quindi come una foglia.
 
Quindi il Nano è una foglia. 
 
Cosa vuol dire questo non sono in grado di dirlo, ma mi piaceva affrontare un discorso assurdo per traslarlo in una sistematica di lettura scientifica.
 
Nella mia vita ho sempre tentato di fare questo, anche quando nel teatro di off Napoli, rivisitavo in manira poco degna (per la mia interpretazione scadeente) le opere del grande maestro.
 
Poi un anno fa ho baciato una ragazza, e i miei piani e i miei studi logici delle situazioni della vita, sono scoparsi. per Lei
 
Con Lei non ho cercato di identificare le variabili, non ho cercato un sistema in cui rinchiuderLa, ma solo ...ho fatto quello che l'animo mi diceva di fare..sono stato me stesso..e miracolo l'ho Amata, e l'Amo ogni attimo di più.
 
Niente variabili, niente strutture, niente piani, solo capire in un attimo di un anno fa, che Lei e Io saremmo stati assieme per sempre, ovvero: AMORE.
 
Grazie Dio per questo miracolo.
 
Grazie di avermi fatto capire che : Ora (= dopo un anni) l'inverno (=il mio cuore) del nostro scontento (=disilluso) è reso (=si è aperto) estate gloriosa (=all'Amore) da questo sole di York (= grazie a Lorenza).
 
Certo, che poi il sole induca nelle foglie la foto-sintesi clorofilliana...è un nuovo discorso..e quindi il nano è ancora in fiamme.
 
Ora è sempre:
 
6 CO2 + 6 H2O + Energia luminosa → C6H12O6 + 6 O2
 
Ovviamente anche oggi un no-prize:


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te

Ti amo x Sempre Lorenza!
 
P.S.: un grazie a chi le saghe le fa x l'idea del nano! 
3月16日

ogni membro del pubblico di massa è direttamente attaccato dal messaggio

Gentili,
 
oggi sono stanco.
ho un po' di raffreddore, che spero non diventi asma a breve...
 
Intanto porto nella tasca l'inlatore veloce per ogni evenienza.
 
Il titolo del blog come sempre cerca, e forse ci riesce, uno stato entropico che descriva con attenzione il mio stato emotivo.
 
Gli stati emotivi, mi hanno sempre incuriosito. ho sempre creduto che nel tempo quello che sbagli finisca per caderti in testa quando meno lo aspetti. e allo stesso modo ho sempre pensato che quello che fai di buono, lo fai soprattutto per chi ti circonda ma non necessariamente essi ne conserveranno la memoria.
 
E così oggi mi trovo stanco a cercare di capire, ancora una volta, come uno stato emotivo che mi ha sempre affascinato, l'incertezza, possa essere frutto di una coesistenza quantica tra l'aspettarsi l'evolversi di algorimti che inegabilmente ci dissipano l'anima per avvenimenti postumi che trovano il loro naturale solversi nel presente e soluzioni continue ma difficilmente identificabili che determinano stati di allegria.
 
La definizione stessa della concezione relativa alla teoria ipodermica (da cui il titolo e la mia riflessione notturna) trova una funzionale abbreviazione nel celebre aforisma dell'indimenticabile C. Wright Mills, che recita (leggendo nella mia nebulosa memoria) "ogni parte del pubblico di massa viene direttamente attaccato dal messaggio". Ovviamente questa teoria deve troppo al periodo bellico che caratterizò il precedente secolo e coincise meno inaspettatamente di quanto qualsiasi studioso di frattali possa mai dire, on la nascita della comunicazione di massa. Le nuove sovrastrutture comunicative determinate dal naturale evolversi della comunicazione, determinarono la nascita reale del fenomeno di massa. La teoria ipodermica, cerca a suo modo una forma di risposta plausibile e deterministica a molte domande che rigurdano il fenomeno di massa, cercando soprattutto di capire o cercare di ipotizzare, sarebbe più corretto dire, quali e quanti algoritmi di causa/effetto possono riuscire ad avere i media (specialemnte contemporanei) in una società che vive nella fenomelogia di massa?.
 
Se ponessimo come assunto di ipotesi iniziale (tanto per variare le condizioni iniziali) che tale teoria possa avere una valenza anche più strettamente interpersonale, sorgerebbe ovvia la necessità di capire come tale teoria possa analizzare le dinamiche comportamentali che si instaurano tra due persone in un sistema chiuso. Da qui si potrebbero osservare i mutamenti emotivi come gabbie culturali in cui le influenze esterne tendono a ripetere le stesse dinamiche da cui sono generate. Certo se si considera che si è sempre cercato di analizzare la società di massa come diretta conseguenza del processo di industrializzazione, il rapporto interpersonale assume una valenza professionale.
 
Mentre nel mio mp3player risuonano gli echi di "Ho ancora la forza" nella meravigliosa cover di Ligabue e Guccini, inizio a pensare quanto tutto questo si avvicini al pensiero di Friedrich Von Hayek. Le sue teorie sul liberismo economico ritengo che possano essere un giusto parallelo alla teoria ipodermica.
 
Mi rendo conto che spesso mi perdo nella mia visione del mondo e tendo a perdere il lato divulgativo che un blog dovrebbe avere.
Ma sapete personalemnte penso che le mie parole e i miei stati emotivi siano già abbastanza espliciti durante il giorno da dover trovare spazio anche qui su queste pagine virtuali.
 
Forse dico quello che penso e come guardo il mondo senza cercare veicoli comunicativi necessariamente equi e interpretabili da tutti.
 
Alzate il volume delle vostre vite, ma senza dimenticare che qui nessuno vi ascolta se non iniziate ad urlare le vostre anime e non le vostre rabbie.
 
Per la rabbia ci sarà sempre tempo, e fidatevi sono sicuro ci sarà sempre tempo per pagarla cara.
 
Qui non si regala niente, avrebbero detto in un corso di marketing, ma nella vita il gratis è la parte più bella e dolce, e quella amara e costosa è solo la rabbia. E mi sento di dirvi che se spendete tanto in rabbia, per fortuna non camminerete molto nella vita.
 
E personalmente spero di camminare molto nella vita e di comprare e pagare meno rabbia possibile.
 
sono con la mia Lo. la stringoancora una volta, chiudo gli occhi e già vedo l'alba di domani.
 
Dio mi da la forza e sono pronto ancora una volta.
 
Come sempre un no prize a voi:
 
The world is a vampire, sent to drain
secret destroyers, hold you up to the flames
and what do I get, for my pain
betrayed desires, and a piece of the game
even though I know, I suppose I’ll show
all my cool and cold, like old job
despite all my rage
I am still just a rat in a cage
now I’m naked, nothing but an animal
but can you fake it, for just one more show
and what do you want, I want to change
and what have you got
when you feel the same
even though I know, I suppose I’ll show
all my cool and cold, like old job

ci sentiamo in giro ... e Lo....un ti amooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

 


despite all my rage
I am still just a rat in a cage
then someone will say what is lost
can never be saved
despite all my rage
I am still just a rat in a cage
tell me I’m the only one
tell me there’s no other one
jesus was an only son
tell me I’m the chosen one
jesus was an only son for you
despite all my rage
I am still just a rat in a cage
and I still believe that I cannot be saved.
 
 
 
 
 
 
 
3月6日

viaggi e frontiere attuali della ricerca di una teoria unificata delle interazioni fondamentali

Gentili,
iniziamo dicendo, che il mio ultimo post è stato un post difficile.

Ora sono in un internet point di Parigi, una Perigi diversa da quellq che avevo conosciuto negli anni passati, una Parigi con un cielo gri(g)gio ma non per questo triste.Mi verrebbe da dire quasi una Parigi parallela.

Ora lascio fluire dentro di me i ricordi e gli attimi del passato e mi ricarico per guardare al futuro, stringendo forte a me la mia Fede.


dicevo in apertura che l ultimo post era di quelli che non dimenticherò e che ha richiesto la giusta pausa che avete letto, o non letto, su questo blog.

Ci sono cose che richiedono e ricercano, per loro stesa natura, tempo.

e il tempo era l'unico palliativo per permettere un emersione completa del dolore che mi ha portato alla genesi di un pensiero.

Permettetemi un grazie ai tantissimi che mi hanno mandato una mail o lasciato un post.

avevo bisogno e necessaria voglia di una dichiarazione, anche se non per essa era avvenuta la genesi di cui sopra.

Sono contento di aver aperto un blog, e sono conento che come sempre questo sia un modo di avere coscienza del mio essere e di chi mi circonda.

Un grazie ovviamente alla ragazza che mi è stata accanto più di tutti, quella che nella purezza di sentimenti mi ha isegnato ancora una volta a leggere quanto mi ruotava attorno.

Intanto come sempre un buon winamp legge i miei mp3 al meglio.

In cuffia c'è il miglior Cake di tutti i tempi, nella sua incredibilmente meravigliosa cover I will survive.

Beh, lasciatemi tessere liberamente le linee di sistema di questo editor di testo on line, scrivendo che mai leggendaria cover fu colonna sonora più adatta al AVM della mia vita.

Vita, che ritengo ultimamente seriamente tratta in salvo da medicinali di storico passato (capisca chi vuole) in mezza Europa.

La cover dicevamo. Pochi sanno che una delle mie grandi passioni sono le cover.

voi direte che forse non c'è nulla di magico nel sentire canzoni già famose in versioni alternative e infedeli per archi, piani e melodie adultere.

se questo state pensando, forse non avete mai considerato in tal logica il punto di vista di Gabriele Veneziano.

Ora suppongo che tutti lo conosciate, e se così non fosse, beh smettete di legere tabloid colorati per darvi arie da radical chic, e iniziate a guardare il modo per il solo nome che realmente conservi in forma di quotidiano: Ilsole24ore.

assumiamo che abbiate letto la bellissima intervista dell'ottima Elisabetta Durante, e abbiate scoperto alemeno da un anno un bel vecchio articolo dell'indimenticabile Jhep (basta una registrazione e vedrete il mondo secondo la sua vera forma).

Ebbene una cover per quano mi riguarda è una stringa, come sapete la teoria delle stringhe è ovviamente una teoria che ipotizza che la materia, l'energia e sporadicamente e in situazioni boardline lo spazio e il tempo (sul tempo si rileva una variazione definibile in una postulazione spin off) siano in realtà la proiezione di entità fisiche basilari e insisibile prima di adesso, chiamate appunto stringhe (o da alcuni sedicenti secessionisti brane).

Se tutto va bene qui sotto trovate un a delle mie equazioni preferite proprio sulle stringe.so di essere stato ultra ermetico questqa volta ma speravo di collegarmi con il mio Unico Amore.

Per Lei come sempre ogni attimo e ogni stringa di questo blog.

Ovviamente uno no prize anche questa volta:

C'è, in un'isola lontana, una favola cubana
che vorrei tu conoscessi almeno un po'
C'è un'ipotesi migliore, per cui battersi e morire
e non credere a chi dice di no
perché c'è

C'è un profumo inebriante che dall'Africa alle Ande
ti racconta di tabacco e caffè

C'è una voce chiara ed argentina, che fu fuoco e medicina
come adesso è amore e rabbia per me

C'è, tra le nuvole di un sigaro, la voce di uno zingaro
che un giorno di gennaio gridò

C'è, o almeno credo ci sia stato, un fedelissimo soldato
che per sempre quella voce cercò

e che diceva

Venceremos adelante
o victoria o muerte
Venceremos adelante
o victoria o muerte

C'è, se vai ben oltre l'apparenza, un'impossibile coerenza
che vorrei tu ricordassi almeno un po'

C'è una storia che oramai è leggenda, e che potrà sembrarti finta
e invece è l'unica certezza che ho

C'erano dei porci in una baia, armi contro la miseria
solo che quel giorno il vento cambiò

C'era un uomo troppo spesso solo, e ora resta solo un viso
che milioni di bandiere giudò

e che diceva

Venceremos adelante
o victoria o muerte
Venceremos adelante
o victoria o muerte

L'america ci guarda
non proprio con affetto
apparentemente placida ci osserva

ma in fondo, lo sospetto
che l'america, l'america ha paura
altrimenti non si spiega come faccia
a vedere in uno stato in miniatura
questa orribile minaccia

por esto

Venceremos adelante
o victoria o muerte
Venceremos adelante
o victoria o muerte


A tutti voi  come sempre il mio piu sincero forse poco sereno (ma il tempo con la Fede migliora) : Life long space cowboy.


1月30日

Merhav-Ziv e la capacità di vivere la storia

Gentili,
 
un attimo.
 
Un attimo in cui tutto ti diventa parte indispensabile per poter capire come le cose cambieranno.
 
Un attimo in cui hai voglia di urlare e piangere per non ridere di me e di quello che non riesco a capire.
 
Mi sono sempre chiesto a che servisse realmente un blog, e poi oggi mentre Jovanotti mi urla bella nell'ipod, io cerco una forma di me che non si spenga, ma che ricordi la storia, ricordi chi fossero Ziv e Merhav, e del perchè sui di un blog si grida un anima.
 
Ho voglia di raccontare che quello che ho non mi possiede, e che solo la storia possiede me e le mie emozioni.
 
Scelgo un attimo, e da esso mi faccio descrivere.
 
Scelgo la vita. 
Scelgo Dio, quello in cui credo.
Scelgo l'Amore, quello vero quello che si chiama Lo.
Scelgo una carriera.
Scelgo una famiglia.
Scelgo una Bibbia da tenere sul comodiono al posto del televisore gigante.
Scelgo X-men, Spiderman, Batman e Dylan Dog.
Scelgo di accettare qualsiasi salute mi mandi Dio, e di pensare ad una poliza vita solo quando starò per avere paura del mio futuro.
Scelgo una casa per i figli che spero Dio e il mio amore mi vogliano donare.
Scelgo gli amici. Quelli che anche se hai torto stanno al tuo finaco e ti asciugano le lacrime, perchè sarai anche un bastardo e te lo urleranno pure in faccia, ma ti Vogliono Bene davvero.
Scelgo un salotto di tre pezzi a rate e lo ricopro di dolori sofferenze, felicità, amore e vita e se la stoffa non vi piace, non perdete l'occasione di restare in silenzio. 
Scelgo il fai-da-te e le librerie che mi posso permettere nei miei sogni e di chiedermi chi Giuda Ballerino sono la domenica mattina quando entrerò all'eta che mi merito e con il passato che sogno in Chiesa.
Scelgo di rispodere a tutti che sono un UOMO FELICE.
Scelgo una strada e di cambiarla se ho dei buoni consigli. 
Scelgo di sedermi su un divano, e spappolarmi il cervello con i fumetti, e a distruggermi il tempo libero chiacchierando con le persone da cui penso di imparare mentre in sottofondo un telequiz si ingozza di schifezze idelogiche.
Scelgo la musica che mi piace, e se non la volete ascoltare, non ci sono problemi, tanto lo stereo lo spengo ma l'anima no.
Scelgo i miei libri di matematica, perchè alla fine qualsiasi cosa accada loro non cambiano risultato mai.
Scelgo i rupert, le derivate, l'Albatros, la domenica mattina, il mercatino dietro la stazione di Napoli, il caffe di mia madre, i film stupidi,  la mia chitarra, i sorrisi di mia zia Lella.
E alla fine scelgo di VIVERE.
Di lasciare questo corpo nei ricordi e nelle gioie di una vita che sarà stupida, perbenista e inutile per i nuovi ben pensanti.

Scelgo il futuro.
Scelgo di provarmi a voler bene anche se per gli altri è giusto trattarmi da schifo, perchè per ognuno di questi c'è una persona che mi tratta bene! 

e sapete che vi dico?
 
Ho paura, ma ho voglia di scegliere.
 
Ma perche dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di scegliere la vita, come mi hanno insegnato, e mi sembra giusto perchè senza Dio e gli altri nella vita non impari proprio niente. Ho scelto.
 
Le ragioni? Non ci sono ragioni.
Chi ha bisogno di ragioni quando credi in Dio?!
 
Quindi la scelta per me... è CREDERE.
 
E credo.
 
Credo nella risata di mia madre che è sempre più rara ma sempre più bella, e nei sorrisi di mio padre, che per me non è mai invecchiato e non mi è mai sembrato meno saggio di quanto pensavo a sedici anni.
 
Credo a come mi divertirò sempre a stare in un bar mezzo vuoto e per niente alla moda in qualsisiasi piazza vecchia e dimenticata dell'universo con Antonio, Nando, Vincenzo, Tommaso, Tonino, Francesco, Marcella, Fabio, Marcello.
 
Credo che ho spesso un buco grosso dentro, specie quando sono solo davanti ad un mac, ma anche che il rock and roll se suonato con i migliori riff possibili con la mia vecchia chitarra, con qualche Chiesa, con i fumetti, con qualche soddisfazione sul lavoro, con le stronzate con gli amici che non cambiranno mai, bè, con tutto questo ogni tanto questo buco me lo riempiono, e se pure non lo fanno, chi se ne frega almeno mi sono divertito.
 
Credo che la voglia di scappare da un paese governato dai falsi uomini politici che fanno delle loro paure le armi con cui torturare chi non è loro amico vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx... anche quando suona la chiatarra peggio di me.
 
 Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio un Giuda Ballerino della vita degli altri, e che ogni occasione in cui si fanno giudizi, sono delle grandissime occasioni in cui si poteva imparare ad ascoltare.
 
Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia, ma per quella ringrazio Dio, che c'è sempre, perchè ho imparato a camminare sul fondo della mia nera coscienza e ho imparato a Perdonare, tutti. Anche chi non sa di sbagliare. specie me stesso.
 
E soprattutto credo che Dio e Lo mi amino come non mai!
 
Ecco, allora vedete di ricaricare le vostre scorte con questo... e di portare al massimo quel Giuda Ballerino di Riff che vi portate dentro e che io credo si chiami Rock'n'Roll.
 
Della vostra vita scegliete di crederla bella...scegliete e credete che un concerto lungo così non vi ricapiterà più e su di un palco del genere non ci salirete mai più, e quindi quando siete davvero soli davanti al pubblico e vi rendete conto di aver perso tutto.... SUONATE IL ROCK'N'ROLL AL MASSIMO.
 
Quando scendere, e vi guarderete allo specchio vi dovrete dire una sola cosa: Ho fatto dell'ottimo Rock!
 
Volete sapere a cosa serve un blog?
 
Non chiedetelo a me io ho scelto di credere, non di dare spiegazioni.
 
Sopravvissuti a troppi sorrisi
avuti troppe volte senza un perchè
Sopravvissuti alle nostre domande
che son grosse, son tante
e spesso ridicole.
Sopravvissuti e sopravviventi
così e adesso e qui.
Sopravvissuti ai nostri progetti
acqua, sabbia, paletta e castelli così.
Persi o no siamo ancora in piedi
non so chi, ma qualcuno si sentirà così
Persi o no siamo ancora in piedi
siamo ancora che, siamo ancora chi,
siamo ancora chi, siamo ancora che ne so...
Sopravvissuti ai nostri pensieri
a consigli, sbadigli, falsi sensi unici
Sopravvissuti alle voci gridate
come ai troppi silenzi, come ai mormorii
Sopravvissuti e sopravviventi
ma chi? E che ne so...
Sopravvissuti ai sensi di colpa:
c'è chi può non ascolta e, cazzo,
c'è chi non può
Persi o no siamo ancora in piedi
non so chi, ma qualcuno si sentirà così
persi o no siamo ancora in piedi
siamo ancora che, siamo ancora chi,
siamo ancora chi, siamo ancora che ne so...
è un mare pieno di zattere
è un mare pieno di salvagenti
è un mare con qualche isola
Sopravvissuti a vecchi e nuovi dolori
che aspettiamo i vaccini, nel frattempo chissà
Sopravvissuti a tutto questo letame
quanti bagni e profumi e mascherine antigas
Sopravvissuti e sopravviventi
un pò su, un pò giu, un pò su
Sopravvissuti ai '60 ai '70
e gli '80 finiranno mai più?
Persi o no siamo anocra in piedi
non so chi ma qualcuno si sentirà così
persi o no siamo ancora in piedi
siamo ancora che, siamo ancora chi,
siamo ancora chi, siamo ancora che ne so
 
Here comes johnny yen again
With the liquor and drugs
And the flesh machine
Hes gonna do another strip tease.
Hey man, whered ya get that lotion?
Ive been hurting since Ive bought the gimmick
About something called love
Yeah, something called love.
Well, thats like hypnotizing chickens.

Well, Im just a modern guy
Of course, Ive had it in the ear before.
I have a lust for life
cause of a lust for life.

Im worth a million in prizes
With my torture film
Drive a gto
Wear a uniform
All on a government loan.
Im worth a million in prizes
Yeah, Im through with sleeping on the sidewalk
No more beating my brains
No more beating my brains
With liquor and drugs
With liquor and drugs.

Well, Im just a modern guy
Of course, Ive had it in my ear before
Well, Ive a lust for life (lust for life)
cause of a lust for life (lust for life, oooo)
I got a lust for life (oooo)
Got a lust for life (oooo)
Oh, a lust for life (oooo)
Oh, a lust for life (oooo)
A lust for life (oooo)
I got a lust for life (oooo)
Got a lust for life.

Well, Im just a modern guy
Of course, Ive had it in my ear before
Well, Ive a lust for life
cause Ive a lust for life.

Here comes johnny yen again
With the liquor and drugs
And the flesh machine
Hes gonna do another strip tease.
Hey man, whered ya get that lotion?
Your skin starts itching once you buy the gimmick
About something called love
Love, love, love
Well, thats like hypnotizing chickens.

Well, Im just a modern guy
Of course, Ive had it in the ear before
And Ive a lust for life (lust for life)
cause Ive a lust for life (lust for life)
Got a lust for life
Yeah, a lust for life
I got a lust for life
A lust for life
Got a lust for life
Yeah a lust for life
I got a lust for life
Lust for life
Lust for life
Lust for life
Lust for life
Lust for life
 
Ziv e Merhav.....GRAZIE
 
1月19日

22 e Goldbach

Gentili,
 
un orario inusuale per il mio post, ma anche una bella giornata che fa da cornice a questo nuovo giorno della mia vita.
 
Se tutto va bene nella foto a lato, dovreste finalmente vedermi in versione Japan.
 
Ora mentre la luce naturale illumina donando colori e riflessi pastello alla mia giornata, quei giorni pieni di lavoro e meraviglia mi sembrano lontani anni luce.
 
La giornata oggi si è aperta come al solito…sveglia alle sette e 22.
 
Mi è sempre piaciuto il 22, da quando all’esame di analisi matematica 2 il mio buon vecchio professore ci illustro la teoria del 22…affascinante teoria che un giorno troverò il tempo e lo spazio (sottile allusione che solo in pochi comprenderanno)….
 
A volte sembra incredibile come
la congettura di Goldbach relativa all'espressione dei numeri pari come “diretta e inequivocabile” somma di numeri primi, possa rendersi estremamente necessaria durante le prime ore della giornata.
 
Ora vi chiederete come è iniziata la mia classica giornata, beh naturalmente con una riflessione.
 
Mentre il quieto sole dei sogni bolognesi illuminava la mia stanza quanto mai entropica, il mio pc riproduceva una bellissima cover dei Muse, ed io mi dilettavo nella lettura delle note del mio ultimo acquisto… considerando che c’è stato da poco il 19 di gennaio…capirete tutti che acquisto intendo… (specie il mio edicolante).
 
La riflessione riguardava una partita: la Timmerman-Andersson.
 
Ora Visto che il sole era quello che donava calore alla mia adottiva regione Emilia-Romagna, non si poteva non finire a pensare a Ulf Andersson, che nel lontano 1985 (per me era pre UR.. quindi eoini fa), nella meravigliosa cornice di Reggio-Emilia raggiunse un più che onorato quarto posto in un bel torneo.. ovviamente di scacchi.
 
Ebbene nella meravigliosa partita con l’olandese Timmerman., il mago delle corrispondenze Ulf, fece qualcosa di incredibile. Applicò una algoritmo stabile. E lo fece nello specifico nella sua famosa 14esima mossa. In essa egli scelse di non prendere un pedone estremamente semplice, ma di sacrificarne uno. Una scelta che sembrò alquanto inusuale, ma che gli permise in sole 16 mosse di iniziare l’attacco, e di chiuderlo in altre 19.
 
In realtà questa scelta del buon Andersson, fu letta in seguito come “stanza del pericolo” per imparare a modellizzare variazioni sensibili per soluzioni economiche e sociali, riassumendo e ampliando l’introduzione degli algoritmi stabilinei cosiddetti giochi d’azzardo, naturalmente considerando questi ultimi in relazione alla probabilità.
 
E così un altro 91, è passato per condurmi in ufficio, e una quiete semplice ed intimistica pervadono una sensazione di felicità che mi dona ultimamente  il guardare la scatola della scacchiera di vetro che tutti gli abitanti di via del chiù, hanno ricevuto come segno di amicizia mai dimenticata e sempre via.
 
Ovviamente anche per oggi no prize:
 
 
Prince of Players, Pawn of none
Born with steel reins on the heart of the Sun
Gypsy explorer of the New Jersey Heights
Exalted companion of cocaine nights
 
Cos hes a Dandy in the Underworld
Dandy in the Underworld
When will he come up for air,
Will anybody ever care
 
At an old eighteen exiled he was
To the deserted kingdoms of a mythical Oz
Distraction he wanted, to destruction he fell
Now he forever stalks the ancient
Mansions of hell
 
Now his lovers have left him
And his youth
s ill spent
He cries in the dungeons and tries to repent
But change is a monster and changing is hard
But he
ll freeze away his summers in his
Underground yard
 
 
Ovviamente è inutile che vi spieghi la motivazione della scelta, il primo verso dovrebbe essere chiarificatore in merito.
 
Per il resto gente, cosa dire, se non grazie Andresson!
E Thank my love Lo! Senza di te non avrei mai il coraggio ela forza di sperare di raccogliere frammenti di realtà con cui rendere unica la nostra vita.
 
Ovviamente in molti mi avete chiesto un consiglio di lettura…specie dopo Natale, quindi:
 
Theory of Games and Economic Behavior di Von Neumann e Morgenstern
 
Reti: poesia del paradosso di  Kalendovsky

See you
mathematicians…
 
V.

12月16日

Revisionismo storico nella prima formazione degli X-Men dell'epoca pre Claremont

Gentili,
 
le mie cuffie da tre mentri comprate nel quartiere della tecnologia di Tokyo per 100 yen, mi fanno ascoltare sotto il mio capuccio da felpa liceale (regalo della mia dolce e amorosa Lo) Manifesto dei Banda Bardò.
 
E' sabato, sono casa, cerco di mettere in ordine nella mia quanto mai entropica stanza.
 
Avrevi voglia di raccontarvi della mia bella esperienza lavorativa in Giappone.
 
Ma le mani hanno freddo e sono passato a farmi risuonare nella mente prima Acida dei Prozac e poi l'opening del mio adorato FMA.
 
Poco fa riflettevo tra me e me, fumando una bella Malboro alla Menta con tante scritte di vicina e prossima morte in Jap, che è affascinante scrivere un blog... mi fa sentire come una comparsa dei miei amati fumeti degli X-Men…

In che senso vi starete chiedendo voi, beh…potrei addurre più motivazioni per definire il mio stato d’essere, ma la più semplice è sicuramente l’idea che qualcuno ti possa leggere la mente…

 

E infondo un blog non è forse conferiire un potere simile a quanti ti leggono…?

 

Ma come avrete capito dal titolo che ho scelto di usare come veloce riassunto di un pensiero che mi passa per la mente da un po’….ovvero il singolare what if che ho immaginato la sera scorsa quando…mi sono perso in una riflessione personale guardndo il desktop dl mio mac in ufficio verso le 21…

 

Forse non tutti sanno cos’è un “what if”…in pochissime parole vi potrei dire che è il titolo di alcune collane dell’editore americano Marvel, dedicato a storie impossibili, in cui i propri personaggi assumono caratteristiche divverse da quello che normalemnte li connota al grande pubblico…Insomma un vena creativa che tenta di infrangere il muro di una GDO chiusa in se stessa …

 

Il caso che ha destato tanto la mi attenzione è quello di Primo Greganti.

 

Ora conoscendo i normali temi trattati sul mio blog, vi starete chidendo (o starete cercando su google) chi fosse costui.

Ebbene sappiate che non è un matematico ne tanto meno un personaggio dei miei adorati fumetti Marvel…

Il suo è un nome che vi farà venire alla mente persone come Carlo Giovanardi, quello che nel 1992 scriveva lettere aperte a Di Pietro invitandolo a “fare pulizia nella Dc”, e che oggi si spende senza risparmio di energie per la missione opposta: cercare di dimostrare che il pool di Milano  “salvò il Pci-Pds” e distrusse gli altri partiti. Giovanardi, che ha anche scritto un libro (che consiglio a tutti di non leggere), usa belle parole indirizzandole a Mieli asserendo (secondo un ipotesi decisamente poco entropica) che si riscontrò un “intervento salvifico a favore del Pci-Pds” proveniente, come una casuale variabile non indentificabile, da Gerardo D’Ambrosio, concorderete con me che questo si può definire davvero una singolarità matematica. Il buon vecchio D’Ambrosio si sarebbe volto in maniera salvifica verso l'allora dirigenza del Pci-Pds, cercando in questo modo di determinare un punto di accumulazione specifico nel cui il gruppo Ferruzzi avrebbe comprato uno stabile e non rimpinguato il suo simpatico partito.

Ora quello che non sapete è che i System of Down hanno iniziato a urlare il loro dissenso musicale nelle mie cuffie, mentre la situazione storica specifica del 1993, dovrebbe esservi estremamente chiara. Sembra ovvio a questo punto che il mio riferimento sia a come un possibile what if storico si sarebbe potuto creare se le conseguenze del buon Carlo Giovanardi, fossero ricadute su di loro in tempi non termodinamici.

A molti è ormai chiaro che anche se a distanza di tempo i what if tendono a realizzarsi, e che purtroppo se nell'affetto una violazione del secondo pincipio della termodinamica può avere conseguenze limitate e mitigate dal sentimento, nel continuum storico extra affettivo questo non può mai accadere. Ora il buon vecchio Guccini, mi canta nella mente Lettera, e io sono nella mia versione piu' indimenticabile che mai.

Gli anni alle mie spalle mi hanno solo insegnato che il Cammino, che ho ftto con la Chiesa mi ha permesso di guardare senza revisionismo storico ai miei errori.

E che un revisionismo storico non permette una fruizione piena del presente, in quanto tende a perdere l'ottica dominate della parole chiave delle nostre anime: Perdono. Il Cammino, che sia esso fatto nell'ambito della Chiesa, o in altri ambiti, diventa a mio giudizio imprescindibile.

Guardare al proprio passato senza vedersi su di una casa costruita sulla sabbia aiuta a guardare ai propri errori piu' di quanto riusciremo.

si dice che ogni Cammino, si faccia da soli, ma avere dei compagni di viaggio, l'ascoltare le loro esperienze ti aiuta tra lacrime e gioia a comprendere dove sono le fondamenta della tua casa, della tua vita.

poche metafore in questo post, in attesa del vero lungo reportage del mio viaggio giapponese, ma tanta voglia di raccontare un pezzo del mondo che mi orto dentro e che purtroppo pochi riescono a leggere.

Forse sarebbe tutto piu' facile se fossi negli X-Men, e Xavier mi stesse per leggere nella mente il mio dolore e la mia gioia piu' intima.

Naturalmente anche un no prize in premio per voi come sempre:

 

We live on a mountain
Right at the top
There's a beautiful view
From the top of the mountain


Every morning I walk towards the edge

And throw little things off
Like car-parts, bottles and cutlery
Or whatever I find lying around
It's become a habit
A way to start the day
I go through all this


Before you wake up
So I can feel happier
To be safe up here with you
I go through all this
Before you wake up
So I can feel happier
To be safe up here with you


It's real early morning
No-one is awake
I'm back at my cliff
Still throwing things off
I listen to the sounds they make
On their way down
I follow with my eyes 'til they crash
Imagine what my body would sound like
Slamming against those rocks
When it lands
Will my eyes
Be closed or open?
I go through all this
Before you wake up
So I can feel happier
To be safe up here with you
I go through all this
Before you wake up
So I can feel happier
To be safe up here with you
I go through all this
Before you wake up
So I can feel happier
To be safe up here with you
Safe up ( here with you ) ...

 

Spero davvero che riconosciate questi versi, hanno sengnato un bel pezzo della mia vita e raccontano senza paure le intime pulàsioni che mi hanno spinto al post di oggi.

 

come sempre il mio pensiero va al mio amore Lo!

Senza di Lei tutto questo non ci sarebbe.

 

 see you people!