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日志


12月24日

X-ma(n)s

Gentili
ovviamente, un MEGA augurio a tutti voi di un Felice e Sereno Natale!
No-prize fo X-ma(n)s

Christmas time is here, by golly,
Disapproval would be folly,
Deck the halls with hunks of holly,
Fill the cup and don't say "when".
Kill the turkeys, ducks and chickens,
Mix the punch, drag out the Dickens,
Even though the prospect sickens,
Brother, here we go again.
On Christmas Day you can't get sore,
Your fellow man you must adore,
There's time to rob him all the more
The other three hundred and sixty-four.
Relations, sparing no expense'll
Send some useless old utensil,
Or a matching pen and pencil.
"Just the thing I need! How nice!"
It doesn't matter how sincere it
Is, nor how heartfelt the spirit,
Sentiment will not endear it,
What's important is the price.
Hark the Herald Tribune sings,
Advertising wondrous things.
God rest you merry, merchants,
May you make the Yuletide pay.
Angels we have heard on high
Tell us to go out and buy!
So let the raucous sleighbells jingle,
Hail our dear old friend Kris Kringle,
Driving his reindeer across the sky.
Don't stand underneath when they fly by.
12月17日

REBELDIA... non aggiungo altro

"Per portare la legna con cui dovranno cucinare, le donne indigene percorrono leghe e non chilometri.
Ognuna porta quello che chiamano "un tercio" di legna, che può pesare fino a 20 chili.
Le indigene percorrono una lega, e una lega è uguale a quattro chilometri. L'equazione di peso e distanza produce nelle donne il risultato logico: REBELDIA"
 
a tutti.. per piacere fate silenzio... almeno oggi....
 
poi salite sul palco e suonate il miglior rock della vostra vita
12月15日

inquisizione spagnola again

 


gentili,


conscio della mia incostanza periodica torno a scrivere su questi lidi. Usuale luogo di pace dove trovare il tempo di lasciarmi andare a narrazioni telematiche, il treno mi accompagna complice il blackberry scarico.

Accanto a me un bel libro: Valerio Evangelisti, Nicolas Eymerich, Inquisitore.

Un libro che mi era sempre fuggito dal comodino e che solo in questo periodo di lunghi viaggi riesco a catturare per renderlo parte del mio subconscio collettivo.

Il volume è bello e la confezione made in Mondadori sembra essere adeguata alle mie corse in treno degli ultimi anni.


In copertina una bella illustrazione del solito Brambilla e del suo Air Studio, bella illustrazione evocativa il giusto che fa il paio con la bella fotografia di Arabella Franchi.


Spero che alla brava Franchi sia dedicato un bel volume monografico di suoi lavori, ha la giusta sensibilità per saper raccontare nelle sue foto gli occhi dei narratori passionali, di cui il buon Valerio fa sicuramente parte.


I giorni scorsi ho avuto il piacere di avere mio gradito ospite un mio carissimo amico Antonio.

Sono state belle serate in cui la riscoperta del semaforo ha reso magiche e uniche le nostre notti bolognesi. Sarebbero stati giorni perfetti se la dolce Lo fosse stata con me, ma come sapete la geografia non mi ha mai aiutato. Cmq il pensiero e il web 2.0 mi rende vicino a lei in ogni attimo.


Come ormai è classico stile del blog che leggete mi sento parte decifrabile di un codice enigma che tenta di raccontare segreti navali sul fondo di un sommergibile a cui non hanno ancora riferito che la WWII è finita.


Un Natale si appresta alle porte, mentre io vado con il pensiero più veloce dell'eurostar che mi culla, e mi ritrovo a vivere giorni che non sono ancora. E in particolare mi trovo a vivere un giorno che quest'anno il mio calendario non contempla: La Gallata.


Necessità di belle felicità familiari mi riscaldano il cuore per giorni da passare nella natalizia Brescia, faranno sì che non sarò parte del rito che più di ogni altro sembra il battello a vapore che varca al contrario la linea d'ombra della mia adolescenza.


La Gallata, per dovere di fredda cronaca, fu creata agli albori della mia giovane immortalità, dal Buon Vincenzo delle terre del Bantha, e dall'intramontabile Beppe. Ogni anno in segno di ciclica crociana memoria viene ripetuta tra le strade del centro storico di Napoli, il viaggio indimenticabile di un gruppo di inseparabili adolescenti che rincorrono le loro tappe felici uniti dallo spirito che rende il Natale, la festa che ogni commerciante vende ma non comprende.


Di solito, un fischio dato sulle scale rinnovate della stazione di Montesanto, sancisce l'idea di festa cittadina. Poi un peregrinare coniuga passati prossimi e futuri anteriori in vista di Piazza del Gesù.


Mi mancheranno questi momenti che la mia mente vive ora, ma come sempre la geografia non mi aiuta e non potendo ricorrere a scotty, i ricordi di questa giornata sognata li vedrò solo grazie al web 2.0.


Ovvio che questo post è per Vincenzo del Bantha, e la sua amicizia, che sento sempre più vicina anche se ci sentiamo poco, e quella di tutti gli altri sarà l'emozione che una codifica jpg raccolta il giorno di Natale, come regalo spero atteso, che mi riscalderà il domani che mi manca, ma che sento solo mio e di pochi altri.


Al mio straordinario Love dico che anche questa esperienza sarà parte di noi, nella misura in cui lo è già, quando abbiamo sharato i file delle nostre anime e delle nostre vite.


La Felicità è un prezzo che non si paga nelle solitudini, ma solo nei rapporti veri e sinceri. Se e quando passati ed esperienze miscelate generano dolori che facciamo pagare involontariamente ai nostri amici, e in minor misura al nostro Amore (l'Amore non vie mai di incomprensioni se è Vero, come abbiamo scoperto con la Lo), non possiamo fare altro che chiedere scusa e sorridere chiedendo un abbraccio che ci rende più uniti di quanto un silenzio non potrà mai fare.


Filosofico come vi aspettate anche questo post tende alla sua tramontabile fine. Come sempre spero che il bignami della mia vita che avete provato ad indagare leggendo questo blog, sia stato di Vostro gradimento miei gentili lettori.


Come sempre mi domando quando questo messaggio lasciato nella deriva delle sabbie web troverà la sua reale mittenza, tornandomi per il diario personale che ormai è.


Ovviamente in molti ormai mi chiedete, delle recensioni o delle espressioni di gusto sulla vita che ci circonda, ma stranamente nulla di questo trova mai spazio su queste pagine. Ma ovviamente sapete tutti della mia non tanto celata passione per i video montaggi quindi cercate in rete che nuovi ne troverete.


Ah, se un consiglio lo posso dare, una bella serata la consiglio, con due amici cari, una tisana buona per calmare i dolori dolci di una cena parentale e una birra per due alcolisti che congiungono in diagonale due alcoliche città italiane, see you soon Roby e Matteo.


Stay tunned space cowboy e ricordatevi di essere sinceri per bene con le persone che vi guardano dall'alto in basso (e questa l'ho capita solo io e l'altro sottomarino disperso a largo dell'Olanda).


Ops..e il no prize?....


mhmmm


eccolo of course... ma tenete sempre in playlist Florian Cloud De Bounevialle Armstrong e un po meno i Kings Of Leon.

11月13日

pioggia, cover, amici, cnr e tanto amore

gentili,
 
partiamo dall'assunto che avevo appena scritto un post bellissimo ma il destino o la grandemano del gestore occulto di internet ha cancellato il tutto.
Quindi saltando per punti lascio la logica per raccontarvi come un mix di antiche cover stiano musicando questo sony vaio che mi da la possibilità di migliorare le casse di risonanza dei miei pensieri sul blog che state leggendo.
Nel tappeto di cover che calmano la mia anima con improvvisazioni programmatiche in stile orchestra poco sinfonica vi racconto (poco) la mia vita negli ultimi mesi...
Il tempo domina Bologna, ma la pioggia che fa cadere bagna una finestra diversa... non ho piu la mia vecchia sofferta casa oggi tutto cambia e io con lei cambio (poco o niente) style di vita. Avrei voluto trovare tanto tempo per riuscire a scappare al rapace chiamato tempo che magia la libertà della mia esistenza per approdare più spesso a questo lido telematico. Mi sarebbe piaciuto raccontarvi come anche quest'anno il cnr di bologna mi abbia visto raccontare ad uyna simpatica aula di persone gentili la mia matematica visione del mondo, ma come vi dicevo poco tempoo e nessuna vita sono gli unici elementi costanti negli ultimi due mesi.
Ma gli amci rendono vivo il w-e e quindi pochi dannati e alolici arrivano sempre gli shortini dell'amicizia indimenticabile. qualcuno dice sono tornarti i vecchi tempi..e io rispondo solo... non sono mai passati di qua... altrimenti avrei perso volentieri il treno dei ricordi.
Ora solo una passione domina l'incredibile desiderio che ho di brxls e naturalmente parlo di Amore, quello vero quello che "PRESTO" sa che la pioggia bagnera lòa nostra finestra.
Del resto lasciatemi dire di Lucca, bella, bellissima e unica. Mai come ora avrei potuto girare un remake della vita è meravigliosa, solo più bagnata e piu sudata e senza cibo.
Sono sempre più me stesso mentre spero che il mondo impari a comprendere il sogno che celo nel cuore o la calzamaglia che nascondo nella caverna dietro l'orologio...
 
Stay tunned ovviamente e buon no prize... ah dimenticavo sono ovviamente nuovamente ai box per il cambio gomme... convivo con la mia croce e forse essa mi rende quello che sono... volte sapere chi sono io?
 
Its you that I adore
Youll always be my whore
Youll be the mother to my child
And a child to my heart
We must never be apart
We must never be apart
Lovely girl youre the beauty in my wrold
Without you there arent reasons left to find
And Ill pull your crooked teeth
Youll be perfect just like me
Youll be a lover in my bed
And a gun to my head
We must never be apart
We must never be apart
In you I see dirty
In you I count stars
In you I feel so pretty
In you I taste god
In you I feel so hungry
In you I crash cars
We must never be apart
Drinking mercury
To the mystery of all that you should ever seek to find
Lovely girl youre the murder in my wrold
Dressing coffins for the souls Ive left behind
In time
We must never be apart
And youll always be my whore
Cause youre the one that I adore
And Ill pull your crooked teeth
Youll be perfect just like me
In you I feel so dirty in you I crash cars
In you I feel so pretty in you I taste god
We must never be apart
9月6日

Or leave a bad taste in your mouth? To the lepers in your head

gentili,
so che avete sentito la mia gravosa assenza, ma come potrete facilmente immaginare le amate ferie mi hanno giustamente portato lontano dai luoghi virtuali.
confesso che la situazione non mi è affatto dispiaciuta, ma come ormai avrete intuito leggendo le mie pagine virtuali, i post piu belli li porto dentro il diario dell'anima, e solo pochi di essi hanno la fortuna di finere nella grande rete.
Tanto per cambiare questo post nasce su due binari, simbolo che per me blog e binari sono due elemnti molto stimolanti.
Ma se ho latitato qui, di certo non ho latitato su facebook, luogo virtuale in cui lascio micro post in inglese (simil) simili ad aiku eccessivamente introspettivi.
Comunque faccio un po il puno della situazione.
Ho imparato che per narrare una vita serve un filo logico, ma non necessariamente cronologico come memento insegna, quindi poche date e tanti fatti salienti...
previusole on lost... ehm... non proprio cmq...
1 - Nuovi libri letti: La regina dei dannati by rice.
anni fa lessi il primo romanzo della saga il cinematografico "intervista col Vampiro" spinto da una bancarella di piazza del gesù a Napoli, che mi invoglia all'acquisto per soli 4 euro.
Il romanzo è tradotto peggio, di quanto uomo possa credere e fa rimpiangere il Dobner di Kinmghiana memoria. Nelle prime pagine in particolar modo il traduttore deve aver per il senso di consecutio temporum, ma nonostante il peggio il libro si divora e affascina.
I vampiri per me restano un must, e Lestat e forse ancora più Armand raccontano i sogni di immortalità che tanto mi piacciono nelle leggende dei succhiasangue.
2 - Nuovi computer: allora mi è giunto per gentile concessione lavorativa un nuovo sony vaio. Il peso è pazzesco, ma regge bene il multi-tasking. Per i patiti alla John Scotfield dico che il processore è intel core duo t8100 con 2.10 GHz.
La ram è 4 GB e questo è il bene.
Cosa dire bello, bellissimo, ma lo uso poco per me, e tanto per l'azienda, quindi dopo i primi 3 secondi in cui lo vedo, il mio pensiero è macchina, e il gusto e il piacre sonmo in vacanza a cuba al posto mio.
3 - Estate: A quarto, ovviamente, tanti amici, e bellissime serate, di una magia incalcolabile, una spiuaggia di cuba con mojito e sogni al tramonto non regge il confronto con una grigliata a casa di Tonine e Tummase.
Con il passare del tempo sto sempre meglio con loro, sembrerà stupido e ovvio dopo 12/15 che li conosco e sono i miei amici piu cari, ma è così e ne gioisco.
Più volte con loro si finisce a parlare dei tempi del liceo, e sulla possibilità di tornare indietro a riviverli.
ecco assunto, che la macchina del tempo la sto finendo, ma mi sa che andando di questo passo mi serviranno almeno altri due w-e liberi, io non ci tornerei indietro.
Ora sto meglio, ora sono quello che è felice nelle domeniche niose.
ho amici veri, ho impegni veri, ho l'amore unico vero e indimenticabile, ho pile di fumetti da leggere.
E scusatemi se è poco.
Poi ieri davanti ad un bel panorama nei miei quattro minuti di free time alle 23 di sera, dopo aver viaggiato per mezza italia in solo due giorni, ho confessato ad un amico, con la complicità di una paglia, che se ho Dio, l'Amore e tanti fumetti dell'Umoragno da leggere, la vita mi basta o forse basto io alla vita.
4 - Nuovi episodi di Prison Break: finita la seconda stagione, e iniziata la terza. Cosa dire Jack B. resta il mio grande eroe in 24, ma in questo telefilm che tanto cerca di adeguarsi all'estetica dei tempi veloci e dei climax non compiuti in pieno stile 2008, ho trovato un personaggio che mi tiene incollato. La sceneggiatura fa acqua, la sospensione della realtà che è un meccanismo narrativo cardine nei manuali qui è diventato pane per i piccioni del mio balcone veneziano, la segretaria di produzione sembra essere in ferie a cuba sulla spiaggia di cui dicevo al punto 3, ma... la serie ha un personaggio straordinario: Michael.
Cosa dire vediamo il mondo allo stesso modo, a volte, anzi la gente pensa che un idea un progetto un piano per essere elaborati hanno bisogno di studio, idee e tanti ragionamenti, mentre per quanto sembri difficile spiegarlo per me i piani nascono semplicemente, è come se in un attimo vedessi un filo rosso che lega oggetti diversi tra loro. In attimo e poi tutto è naturale veloce limpido e soprattutto prevedibile. La teoria ha molti nomi, ma io preferisco chiamarla sindrome da willy Wonka. e Se volete sapere il perchè chiedete al coniatore dell'idea, il buon grande friend Antonio N.
5 - Fine: altro da raccontare la il treno arriva in stazione, qui stay tunned, che poi parliamo di matematica  ;)
il no prize... a seguire sempre per voi of course.
 
 
You think you gotta keep me iced
You don't
You think I'm gonna spend your cash
I won't
Even if you were broke
My love don't cost a thing
Think I wanna drive your Benz
I don't
If I wanna floss I got my own
Even if you were broke
My love don't cost a thing
When you rolled up in the Escalade
Saw that truck you gave to the valet
Knew that it was game when you looked at me
Pulling up your sleeve so I could see the Rolley bling
Saw you later in the corner booth
Raising up a toast so I would notice you
But your heart's a mess
Think you outta know
Doesn't matter if you're balling out of control
All that matter's is
That you treat me right
Give me all the things I need
That money can't buy yeah
 
When I took a chance
Thought you'd understand
Baby credit cards aren't romance
So you're tryna buy what's already yours
What I need from is not available in stores
Seen a side of you that I really feel
Doing way too much, never keep it real
If it doesn't change, gotta hit the road
Now I'm leaving, where's my keys?
I've got to go

A thing, a thing, a thing
Yeah, yeah, yeah
You think the money that you make
Can substitute the time you take
Take the keys here to my heart
Then you can win my heart, and get what's in my heart
I think you need to take some time
To show me that your love is true
There's more than dollar signs in you
Then you can win my heart, and get what's in my heart
 
7月4日

Pëtr Demianovic Uspenskij e 0xFFFE

Gentili,

 

oggi vorrei partire da Pëtr Demianovic Uspenskij e dell'utilizzo del notepad su pc con sistema operativo windows X (sostituiti a x il modello che piu  vi piace..o quello che usate in questo momento).

 

come tutti saprete dalla versione per Windows NT (croce e delizia di tutti coloro che hanno montato una rete aziendale), il buon vecchio Notepad potrebbe leggere gli Unicode assenti nell'header standard (ovvero il vecchissimo 0xFFFE, che tanto ci fa penare tra gli errori di casa MS). Tutto questo accade per via  della API IsTextUnicode. come oramai sanno tutti questo "algoritmo" è diciamo quasi completamente sbagliato. Infatti ha generato la leggenda metropolitana delle easter eggs in piccole tabulazioni ASCII, in minuscolo, che vengono identificate come UTF-16. Se volte credere anche voi a tale leggenda metropolitana, provate a scrivere un file contenenete con solo 18 spazi come la celebre frase, ripresa in tante canzoni della bit generation: "this app can break". Il file sarà letto come Unicode e verrà per magia visualizzato con font cinesi (ovvaiemnte tutti parlate e leggete cinese vero???!!!).

 

Il bug, o più semplicemente l'errore di interpretazione è la chiave di tutto. Il notepad sbaglia a leggere il suo mondo. Ora mentre fisso il finestrino del mio vagone mentre torno a Bologna da Milano, penso a chi sa quanti errori compie il notepad della nostra mente mentre leggiamo chi ci circonda.

 

E così mi sono ritrovato a pensare a Pëtr Demianovic Uspenskij.

 

Oggi guardando l'ennesimo tramonto dal finestrino, sintomo che l'apogeo della nostra annuale estate sta lasciando posto all'inverno delle nostre anime di agosto. mi sento di chiudere gli occhi.

La mia Lo, non è accanto a me e quindi niente di bello mi circonda.

Mi sento un cowboy che ha raggiunto il suo selvagio west e ha deciso di non cavalcare più verso il sole.

 

Così per me novello cowboy, il sole mi saluta, mentre un cavallo dal nome eurostar mi conducce nella sua galoppata meccanica e corazzata, attravrso un landa poco desertica, dove parcheggi e case hanno scelto di darmi la loro idea di deserto.

 

Intanto la playlist, prodotta da e con la complicità dell'intramontabile Lo, mi racconta le storie ormai datate dei Meganoidi contro Daitarn 3. Sono stanco, ma il verde trova la sua strada nei finestrini del mio cavallo, sintomo desideroso di una voglia di non morie soptto un parcheggio che ti semplifica la vita.

 

Ma sapete che se chiudo gli occhi, il mio mondo inzia a vivere, a volte sottoforma di blog, come in questo caso, in altre sottoforma di sogni, speranze e desideri.

 

Ormai, miei gentili, sapete della mia vita a Milano, e sapete di come i giorni non siano pieni di nulla altro se non di segreti strettamente professionali.

 

La cravatta, non mi va stretta, e anzi mi piace perchè per me restai il mio piccolo simbolo di ribellione all'omologazione che per molti invece essa rappresenta.

 

Out the door just in time

Head down the 405

Gotta meet the new boss by 8 am

 

The phone rings in the car

The wife is working hard

She’s running late tonight again

 

Well

I know what I’ve been told

You gotta work to feed the soul

But I can’t do this all on my own

No, I know I’m no Superman

I’m no Superman

 

no

 

You’ve got your love online

You think you’re doing fine

But you’re just plugged into the wall

 

And that deck of tarot cards

Won’t get you very far

There ain’t no hand to break your fall

 

Well

I know what I’ve been told

You gotta know just when to fold

But I can’t do this all on my own

No, I know I’m no Superman

I’m no Superman

 

That’s right

– Harmonica 

 

You’ve crossed the finish line

Won the race but lost your mind

Was it worth it after all

 

I need you here with me

Cause love is all we need

Just take a hold of the hand that breaks the fall

 

Well I know what I’ve been told

Gotta break free to break the mold

But I can’t do this all on my own

No I can’t do this all on my own

I know that I’m no Superman

I’m no Superman

I’m no Superman

 

Someday we’ll be together

Somedaaay

Someday we’ll be together

Somedaaay

I’m no Superman

 



5月31日

It's the end of the world as we know it di Gödel

Gentili,

sareti tutti incredibilmente sorpresi di trovare così presto un mio nuovo post.

Ma sapete tutti che questo è un periodo di grande fermento.

tutto cambia e mai come adesso mi sembra di leggere nei discorsi di chi mi circonda molta voglia di capire e cambiare.

Oggi vorrei parlarvi di Kurt Gödel e di David Hilbert.

sono sicuro che tutti voi miei matematici lettori conosciate l'imporanza di questi due matematici, ma permettetemi ugualmente una riflessione.

Di recente ho ripensato loro, nello specifico ho pensato a loro ieri sera, dove in un tropocale cinema di Bologna fingendomi abilmente un trentenne mi soo seduto accanto al mio grande amore Lo! sulla mia sinistra on sguardo sudato ma felice il buon marcello e buon gianluca (anche lui fingendosi trentenne).

Davanti a nostri occhi hanno presentato un fantastico film, "Il Divo" del buon (anche lui... sembra di essere a Natale sono tutti buoni...ndb) sorrentino.

Reduce dai fasti di Cannes, la pellicola raccontava la simpatica vita del Giulio Andreotti nazionale.

E mentre il cado mi faceva drammticamente rimpiangere una mai fatta trasversata del deserto, io lasciavo libero il mio inconscio di formulare dinamici parallelismi matematici, così come usa fare nei miei viaggi in autobus.

E così mi è tornato prepotentemente chiaro l'importanza della nascita di Kurt Gödel nella regione di Moravia.
come saprete (il buon Antonio N. in primis) la Moravia (che in tedesco si dovrebbe pronunciare Mähren, sempre che non mi smetisca Steffi) è la parte più orientale della vecchia Repubblica Ceca.

Il buon Kurt (anche lui buon.. ma vede oggi sono decisamente in clima natalizzio), non ebbe la fortuna di inventare il grange come il suo omonimo, ma a soli 25 anni generò da solo il più importante teorema del 900, ovvero il tanto criticato teorema dell'incompletezza.
come tutti saprete il teorema, o meglio il primo teorema recita che: Sia T una teoria matematica sufficientemente espressiva da contenere l'aritmetica: se T è coerente, non è possibile provare la coerenza di T all'interno di T.

questo in parole povere vuol dire: Nessun sistema coerente può essere utilizzato per dimostrare la sua stessa coerenza.

Se questo è vero, e io credo nella logica formale intrinseca del teorema, o meglio ci credo ora che ho 32 anni, non so se ci crederò quando ne avrò 32 e mezzo, allora si può anche dire che ci sono verità indimostrabili.
 
Mi spiego meglio, come ricorderete il saggio (e va beh... non è buono questa volta... ma mica può essere sempre Natale) Gödel era passato a interessarsi dell'aritmetica e dei "Principia Mathematica" degli indimenticabili Russel e Whitehead (un giorno farò un post su questi due... incredibili menti) e cercava vanamente di trovare una dimostrazione valida per affermare che gli assiomi erano completi, seguendo la guida dell'indimenticabile David Hilbert.

E invece sapete cosa accade al saggio Gödel, fini ai confini stessi della matematica, arrivò lì dove nessun matematico era giunto prima: arrivò a dimostrare che ci sono verità indimostrabili all'interno del sistema.

Ora qui avrete tutti colto il collegamento, ma facciamo un esempio per comprendere meglio.

Prendiamo un sistema chiuso a caso, tipo il governo italiano.
Prendiamo un elemento immutabile e inarrestabile (quindi una legge fisica praticamente!) nelle dinamiche evolutive del sistema chiuso preso in esame, come un soggeto AG (due lettere a caso).
Poniamo che AG abbia commesso numerosi crimini.
Poniamo che il tribunale giudiziaro sia una formula matematica applicabile a qualsiasi elemento del sistema chiuso.
Poniamo che AG venga posto sotto esame di giudizio da un tribunale del sistema chiuso in cui si trova.

Voi direte se il sistema è perfetto viene dimostrato che AG è complevole.

E qui sbagliamo tutti, il teorema di Gödel dice proprio il contrario, ovvero che se il nostro sistema in esame è coerente (cioè non collassa su se stesso, in questo caso il governo non genera anarchia) allora la formula deve dare PER FORZA un risultato incoerente.

Quindi se è chiaro e dimostrato da tutti che AG ha comesso dei crimini, tali crimini non potranno mai essere dimostrati in un tribunale se il teorema di Gödel è vero.

Questo ci porta ad una domanda la veità è dimostrabile?

NO, non lo è nel sistema che l'ha generata.

Ora, torniamo al film visto accanto al mio amore Lo, e notiamo che Sorrentino sà la verità sul Divo, e anche noi la sappiamo ma nessun tribunale potrà mai dimostrarlo se non vogliamo che il sistema in cui viviamo collassi su se stesso.

e noi non vogliamo che il sietma collassi vero?

...
...
...
...
... (rumore di balle di fieno che rotolano nel deserto... spostate dal vento... fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu)

ripeto... e noi non vogliamo che il sietma collassi vero?

...
...
...
...
... (rumore di balle di fieno che rotolano nel deserto... spostate dal vento... fiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu)

....

Sapete cosa penso?

Mi sono sempre piaciute le apocalissi...


That's great, it starts with an earthquake, birds and snakes, an aeroplane,
Lenny Bruce is not afraid
Eye of a hurricane, listen to yourself churn - world
Serves its own needs, dont misserve your own needs. Feed
It off an aux speak, grunt, no, strength,turn, ladder
Start to clatter with fear fight down height. Wire
In a fire, representing seven games, in a government
For hire and a combat site. Left of west and coming in
A hurry with the furies breathing down your neck. Team
By team reporters baffled, trumped, tethered cropped
Look at that low playing! Fine, then. Uh oh,
Overflow, population, common food, but it'll do. Save
Yourself, serve yourself. World serves its own needs,
Listen to your heart bleed dummy with the rapture and
The revered and the right, right. You vitriolic,
Patriotic, slam, fight, bright light, feeling pretty
Psyched

It's the end of the world as we know it
It's the end of the world as we know it
It's the end of the world as we know it and I feel fine

Six o'clock - TV hour. Don't get caught in foreign
Towers. Slash and burn, return, listen to yourself
Churn. Locking in, uniforming,and book burning, blood
Letting. Every motive escalate. Automotive incinerate
Light a candle, light a motive. Step down, step down
Watch your heel crush, crushed, uh-oh, this means no
Fear cavalier. Renegade steer clear! A tournament,
a Tournament, a tournament of lies. Offer me solutions,
Offer me alternatives and I decline


It's the end of the world as we know it (it's time I had some time alone)
It's the end of the world as we know it (it's time I had some time alone)
It's the end of the world as we know it and I feel fine (it's time I had some
time alone)

I feel fine



The other night I dreamt of knives, continental
Drift divide. Mountains sit in a line, Leonard
Bernstein. Leonid Brezhnev, Lenny Bruce and Lester
Bangs. Birthday party, cheesecake, jelly bean, boom! You
Symbiotic, patriotic, slam book neck, right? Right



It's the end of the world as we know it
It's the end of the world as we know it
It's the end of the world as we know it and I feel fine (it's time I had some
time alone)



Fine
It's the end of the world as we know it (it's time I had some time alone)

5月25日

Afef and Tunisia, solo per Gomorra

Gentili,

iniziamo con una notizia:

(ANSA) - CANNES (FRANCIA), 25 MAG - Doppietta italiana al Festival di Cannes: Gomorra di Garrone vince il Grand Prix, Il Divo di Sorrentino il Premio della Giuria.

penso che stiate tutti festeggiando per questo avvenimento, e se non lo state facendo, mi spiace della vostra vita!

Oggi sul mio Faccebook dopo aver letto la notizia, ho scritto "qualcuno e qualcosa puo cambiare".

Ci credo, credo che qualcosa stia veramente cambiando.

Un grande autore italiano, Roberto Saviano, ha raccontato finalmente "la verità.", e il regista (amato dalla mia straordinaria Lo!, che come saprete ci vede lungo) Matteo Garrone ha tradotto il romanzo in un fantastico film esempio di nuovo neo-realismo.

Invece vi dico che Médenine, è una città della Tunisia, una città bella forse bellissima, come sempre quando legherete questo nome ad un bel sentimento riuscirete a non dimenticare questa città, e farete di Médenine qualcosa di più che una cartolina spedita da un noioso villaggio (finto) vacanze.

vorrei che oggi nessuno dimenticasse il nome di questa città, perchè una città così bella, ha dato i natali ad una donna: Afef.

Forse molti di voi si chiederanno se questa donna, abbia mai scritto un teorema matematico, o almeno abbia elaborato un corollario matematico, insomma vi starete chiedendo perchè abbia l' "onore" di apparire su queste pagini virtuali.

Ebbene, Afef, mi ha insegnato qualcosa, di importante, qualcosa che nessuno mi aveva mai insegnato prima: i malvagi esistono, e non hanno remore a dichiararsi tali.

Sapete i malvagi, quelli come il Teschio Rosso, o come Kingpin, quelli che vanno in TV e dichiarano, oggi raderemo al suolo New York City se non mi consegnerete il corpo senza vita di Capitan America!

Esistono quei malvaggi ed esistono anche i supereroi.

Supereroi sono coloro che incuranti delle conseguenze delle loro azioni usano i loro speciali talenti per cercare di raddrizzare i torti che i malvagi compiono ogni giorno.

Ebbene, Afef, ha dichiarato"Gomorra fa male all'Italia".

quindi, pensate che un malvagio possa andare in tv e dichiarae così che lui ci domina, che lui ci insegnerà ciò che è giusto fare, anche se quello che ci ordina è palesemente immorale.?

Io penso di NO, io penso che non ho bisogno di una calzamaglia e due spara-ragantele per fermare i malvagi questa sera!

Ora tutti voi sapete, che Gomorra fa bene all'Italia e fa bene a Napoli.

La gente deve sapere a Napoli, in Italia cosa accade.

La gente deve capire quale guerrà è in atto all'interno di un paese della comunità europea.

La gente deve capire quale dolore si vive nel MERAVIGLIOSO capoluogo campano.

La gente deve capire dove la gente come me è cresciuta, e deve capire cosa ci hanno fatto guardare da sempre!

quando vedi una città sporcata, ti domandi quale criminale può fare tanto? quale super-criminale può mettere in ginocchio una città come Napoli, un popolo fiero e forte come quello di Napoli?

Chi può uccidere dei bambini innocenti e vivere acclamato come un benefattore?

Chi può violare la logica del Bene che vince sul Male?

Ho voglia di piangere, ho voglia di gridare al mondo, che Napoli è un Paradiso! ma alcuni la sporcano, la oscurno con i loro piani criminosi o peggio con i loro inutili Diktat!

Oggi miei Gentili lettori, vi chiedo un piacere, chiudete i vostri libri di matematica per un attimo, lasciate a metà i vostri amati fumetti, sospendete la lettura dei vostri fantasiosi romanzi, smettete i suonare un attimo le vostre chitarre, ed entrate in un cinema! comprate due biglietti, uno per voi e l'altro per un qualsiasi sconosciuto che vedet passare davanti al cinema.

Fermate chiunque e portatelo con voi al cinema, e dategli la possibilità di vedere una finestra di verità, dategli la possibilità di avere la possibilità di ribbellarsi ai Diktat di Afef!

Soli, abbandonati ad un confne di costante illogicità, i napoletani: VIVONO.

Perchè noi non spraviviamo, come farebbe qualsisi altra persona lanciata in una vera e propria zona di GUERRA, noi VIVIAMO.

Se ci incontrate capirete, conoscerete i romanzi che ogni napoletano si porta chiuso nel cuore, il Gomorra, che ognuno di noi ha scritto a fuoco dentro l'anima,

Oggi un napoletano ha divulgato il suo Gomorra, ha fatto un atto di coraggio, ha indossato la sua calzamagli e i suoi due spararagnatele, ora la lotta sarà dura, ma una cosa la sappiamo tutti adesso se è vero che da grandi poteri vengono grandi responsabilità, DA GRANDI DOLORI VENGONO GRANDI UOMINI.

Questa è la mia croce, questa è la mia città, questo è il mio dono, chi sono io? Sono un Napoletano,

Vincenzo Sarno


Livin' easy, lovin' free
Season ticket on a one way ride
Asking nothing, leave me be
Taking everything in my stride
Don't need reason, don't need rime
Ain't nothing I would rather do
Going down, for a time
My friends are gonna be there too
I'm on the highway to hell
on the highway to hell
highway to hell
highway to hell
No more stop signs, speed limit
Nobody's gonna slow me down
Like a wheel gonna spin it
Nobody's gonna mess me around
Hey Satan, paid my dues
I'm playing in a rock band
Hey Mamma, look at me
I'm on the way to the promised land
I'm on the highway to hell
on the highway to hell
highway to hell
highway to hell
Don't stop me
highway to hell
on the highway to hell
And I'm going down all the way
on the highway...
on the highway...




5月17日

Primo Maggio.. of course... too late?

Gentili,
 
mi sembra estremamente opportuno iniziare questo post facendo un pensiero. So che per voi è un maggio inoltrato ma dal mio ultimo post tante cose hanno avuto modo di evolversi e maturare.
 
Iniziamo da una scelta elettiva, come dire, quest’anno non ho messo la mia classica camicia rossa del day after.
 
La camicia rossa per me è una tradizione, comprai la camicia anni fa (15 forse?) in pieno momento di emulazione DyD, ma dopo poco nelle riunioni del UsDS maturai la scelta del simbolo.
 
Non so quando accade di preciso, forse durante una manifestazione a Roma del 1995, in cui per la prima volta dovetti scegliere tra Jim Lee e il mio impegno.
 
Beh diciamo che gli X-Men di Claremont e Lee mi hanno segnato, e mi hanno indicato il cammino per realizzare il sogno, ma i miei diritti nella mia Nazione li ho dovuti urlare insieme ad altre 4 milioni di persone a Roma.
 
E una piazza ha segnato il 1 Maggio anche quest’anno, Piazza Maggiore, Bologna.
 
L’arrivo è tiepido, ma io e la Lo abbiamo la magia del attimo di ritrovarci nello stesso luogo con la stessa colonna sonora di due anni fa dove tutto stava iniziando.
Sul palco gli ormai storici e invecchiati MCR, il gruppo di quando avevo 18/19 anni e che facevano da colonna sonora usuale gradita nella 131 di Tonino.
 
Tutto corre in fretta. Nelle loro canzoni sento il passare dei miei anni.
 
Mi rivedo metre mi laureo, mentre sogno in una strada di Londra davanti ad un negozio di fumetti, mentre bevo acqua frizzante su di un porto di Pozzuoli, mentre piango da solo in auto fuori casa mia, mentre compilo un modulo di rinuncia agli studi per un passaggio di Ateneo, o mentre salgo su di un treno che mi porterà a Bologna.
 
Ricordo i sacrifici dei primi tempi, il dolore, l’amicizia al suo iniziare e la fedeltà degli amici che mi hanno visto crescere. I tanti sbagli, ma soprattutto le gioie.
 
Se faccio del self googling trovo parole di stima su di me da persone importanti, che anni fa per me erano solo piccoli sogni stampati su carta.
 
I successi ci sono stati e sono stati davvero tanti, non mi piace raccontarli, ma chi mi sta accanto sa tutto. Chi non mi sta accanto, ovviamente non sa niente.
 
Ora un cielo rigorosamente “griggio” domina Bologna, una Bologna che vivo sempre meno ma a cui sono sempre più legato.
 
Si sta bene qui, una tempesta si preannuncia, ma come tutti spatete mi piace cantare sotto la pioggia, quindi quale giorno più felice potrebbe attendermi.
 
Sapete quando i MCR intona El Diesel, mi sembra di urlare tutta la mia voglia di non dimenticare.
 
Perché infondo il 1° maggio serve a quello a NON DIMENTICARE.
 
Ricordare, ricordare sempre…
 
La Festa del Primo Maggio, detta anche Festa del lavoro, è una festività celebrata ogni anno che intende ricordare l'impegno e il sacrificio dei lavoratori.

Più precisamente, con essa si intende onorare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono ai gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.
L'allora presidente bene emerito e folle Grover Cleveland impresse a fuoco nel grande Libro della Storia che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un'opportunità per commemorare questo episodio.
Il primo maggio i sindacati organizzarono nella più che mai malivitosa Chicago, qualcosa di fatto poche volte prima nella storia degli operai: uno sciopero!

Uno sciopero per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore.

Otto ore di lavoro vi rendete conto? … obbiettivamente otto è un numero che conosco pochissimo!

Secondo il metro di giudizio del XXI secolo, le condizioni di lavoro in città erano miserabili e decisamente insostenibili, con molti operai impegnati nelle loro mansioni dalle dieci alle dodici ore giornaliere (dodici?... anche questo numero lo frequanto poco), spesso sei giorni alla settimana e a volte in condizioni pericolose. Il 3 maggio gli scioperanti si incontrarono di fronte alla fabbrica di mietitrici del buon vecchio McCormick. McCormick era una fabbrica vecchio stile, di quelle in cui il capo è un amico e quando ti parla si ricorda che stai buttando l’anima per lui, e per un sogno che si costruisce non solo in due. Il sogno di avere un lavoro.

 Mentre erano radunati accadde dell’incredibile. Qualcosa di inspiegabile, qualcosa che potrebbe accadere solo in paese sottosviluppato come l’Italia di oggi, i manifestanti vennero attaccati senza preavviso dalla polizia di Chicago; l'attacco provocò due morti e molti feriti, e la notizia si diffuse rapidamente tra gli operai della città, seminando una sola parola: indignazione.

Ora, oggi, 122 anni dopo, la parola più importante che dovremo ricordare è: indignazione.

 

Ditela ai vostri amici miei gentili lettori, ditela ai vostri colleghi, ditela alle vostre fidanzate, ditela alle vostre mogli, ditela ai vostri genitori, ditela ai vostri figli, ditale ai vostri fidanzati, ditela ai vostri conoscenti.

L’Italia tutta deve essere ASSOLUTAMENTE: INDIGNATA.

E quanti hanno letto quello che ho scritto e non lo hanno compreso, non lo hanno capito e sono ancora a chiedersi “ma”.

Vi do un consiglio, andate con il mouse sulla piccola “x” di questa finestra e clikkate tranquillamente.

Tanto non uccidete nessuno, la vostra coscienza è già morta da anni.

So bene perché mi viene in mente un mio grande inspiratore: Augustin-Louis Cauchy. Come tutti sapete egli sia stato  un matematico che un ingegnere, purtroppo ebbe la sana sventura di nascere francese, ma come dico sempre alla Lo, non si può avere tutto nella vita. Ebbene come tutti ricorderete senza di lui non avremmo mai parlato di formulazione e dimostrazione rigorosa dei teoremi dell'analisi infinitesimale basato sull'utilizzo delle nozioni cardine della NOSTRA VITA di LIMITE e di CONTINUITÀ. Certo ha anche dato anche importanti contribuiti alla teoria delle funzioni di variabile complessa e alla teoria delle equazioni differenziali, ma questo è un altro discorso e non attiene all’idea del Primo Maggio.

Vorrei che tutti voi che siete rimasti a leggere questo blog, capiste che il LIMITE, è tutto.

Mai passare un limite, mai avventurarsi dove Augustin-Louis Cauchy non consiglia di andare.

Ormai il tempo ha sancito le sue regole.

Ecco il no prize del Primo Maggio:

 


"Sei andato a scuola?Sai contare?""Come contare?""Come contare?1,2,3,4,sai contare?""Si,so contare""Sai camminare?""So camminare""E contare e camminare insieme lo sai fare?""Si!Penso di si!""Allora forza!Conta e cammina!dai... 1,2,3,4,5,6,7,8...""Dove stiamo andando?""Forza!Conta e cammina!9... 90,91,92,93,94,95,96,97,98,99 e 100!Lo sai chi ci abita qua?A?U z˘ Tanu ci abita qua!!""Cento passi ci sono da casa nostra,cento passi!"
(tratto dal film "I cento passi" di M.T.Giordana)
 
E' nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare..
Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato..
Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un'ideale ti porter‡ dolore..
"Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
 
"Noi ci dobbiamo ribellare" (dal film)
 
Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito.. alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchË venne ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non Ë servito, gli amici disperati non l'hanno pi˘ trovato..
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!(x 2 volte)
 
Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato..
"Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!(x 2 volte)
 
"E' solo un mafioso, uno dei tanti"
"E' nostro padre" "Mio padre! La mia famiglia! Il mio paese!Io voglio fottermene!Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare!" (dal film)



 
 
 
 
 
 
 
 
 

4月14日

il cielo su torino per buona pace di Max

Gentili,

Post-light per oggi.

Rientro in azienda veloce, il post miptv mi pesa sulle palle ma guardo avanti mi tengo in forma e non distolgo lo sguardo dall’obbiettivo.

Un commento sulla Cannes primaverile 2008: facebook.

I piccoli micro-post di facebook mi hanno accompagnato durante tutte le corse del mip.

Piccoli aiku in inglese per cercare di raccontare ai distratti navigatori del famoso social network frammenti della mia vita tra un meeting e l’altro.

Ho cercato più volte di vivere tutto quello che mi circondava con il massimo dell’attenzione. I miei occhi non volevano perdere niente, tutte le informazioni erano necessarie.

Necessarie per capire, comprendere e scegliere.

E l’atto stesso di guardare, è un atto di scelta, di comprensione del buono e del cattivo della vita.
Ovviamente quando si parla di buono o cattivo, possiamo farlo sempre in termini morali o non-morali, lasciandoci guidare dalle nostre esperienze o meglio dalla somma di esse.

Possiamo infatti parlare allo stesso tempo di una buona vita o di una vita buona e solo soltanto nel secondo caso possiamo permetterci di dare un giudizio morale sulla condotta della vita, mentre nel primo caso la felicità della persona, potrebbe (ma non necessariamente) non dipendere dalla persona stessa presa in esame.

Durante la sua evoluzione, la moralità si è impegnata ad indagare certe disposizioni tipiche dell'uomo comune, tra cui emergono in maniera dominante il carattere e la virtù:

* le virtù sono disposizioni, non interamente innate. Le virtù si acquisiscono, generalmente, attraverso l'insegnamento e la pratica continua di tali insegnamenti. Di fatto la moralità dovrebbe essere percepita generalmente come acquisizione e coltivazione di tali disposizioni, ovveroi il fare delle virtù un unico, grande e reale “habitus”.

Il concetto di responsabilità normalmente (e tale concetto non sembra essere mutato nel corso della storia umana) si esercita nell'ambito dei rapporti interpersonali o in molti casi relazionali-affettivi, infatti la sua derivazione latina è spondeo “prometto, do la mia parola”, a questo punto pare cristallino il riferimento alla parola “risposta”, così come in tedesco [of course qui il pensiero valla mia cara amica Steffy] (verantwortung) e antwort (risposta) che implica gli altri. Questo termine si è ricavato il suo primo piccolo posto al sole nell’ambito giuridico e politico con il mai troppo rimpianto G.W.F. Hegel nel fondamentale volume “Lineamenti della filosofia del diritto” [da parte mia consiglio l’obbligo di lettura a tutti voi] in cui teorizza della responsabilità, sancendone una filiazione diretta con il problema del male che viene compiuto, al tema della pena e soprattutto (e qui il volume raggiunge il suo climax) alla questione della possibile riparazione del danno che si è prodotto, che rinvia al futuro, ovvero introduce il metaforico concetto del rispetto universale del secondo principio della termodinamica.

A questo punto miei gentili lettori vi starete chiedendo cosa ne pensi di Max Weber e Karl-Otto Apel. Beh... Cosa dire non mi sono dimenticato della conferenza tenuta dal buon vecchio Max nel 1919 in cui affermava che l'etica della responsabilità consiste nel fatto che poiché il futuro si ipotizza sempre nella sua incertezza l'uomo politico deve, ed è obbligato moralmente a farlo, rispondere delle conseguenze termodinamicamente prevedibili delle proprie azioni che hanno un peso sempre e comunque importante (secondo la teoria del kaos) sulla vita degli altri uomini, attraverso lo scontro politico. Nella celebre conferenza Max arrivò addirittura a distinguere l'etica della responsabilità dall'etica della convinzione e addirittura della intenzione. Tuttavia il suo ormai celebre intervento suscitò tanto scalpore per gli accenni di critica al pacifismo, e l'utilizzo di mezzi immorali partendo da principi puri. A questo punto se qualcuno di voi potrebbe chiedermi lo sviluppo dell'argomento ad consequentiam: la valutazione di un atto o di un accadimento dipende unicamente (o meglio kaoticamente) dalle conseguenze attese, conseguenze che sono ritenute altamente probabili sulla somma dell'esperienza fatte nella nostra vita.

Ora vi starete tutti chiedendo allora perché ho scelto di citare insieme al buon vecchio Max anche il controverso Karl-Otto Apel.
Beh come sicuramente tutti voi sapete(e se non lo sapete o avete sbagliato blog o mi conoscete davvero moltooo poco) il simpatico e gioviale Karl sul finire del secolo XX decide arbitrariamente di estendere l'etica del buon vecchio Max come modalità propria di tutti gli uomini, con la sua etica discorsiva che è una semplice (e neanche tanto geniale) trasformazione dell'universalistica etica deontologica del mio vecchio amico Kant. Secondo il simpatico e gioviale Karl l'a priori da cui Kant faceva dipendere la possibilità della conoscenza e dell'universalità della scienza (per cui la ragione singola dell'individuo si chiede se il suo principio pratico può essere universalizzato) non è una struttura profonda della ragione, ma è il linguaggio, che a propria volta è retto da un a priori secondo cui tutti rispondono idealmente all'osservanza delle 4 pretese di validità di una comunicazione. Quindi l'etica discorsiva riflette su ciò che assieme, vogliamo riconoscere nell'argomentazione come moralmente obbligante, volgendosi alla macroetica planetaria.

Infine permettetemi di concludere questo mio escursus post miptv con la citazione del saggio Emmanuel Lévinas (niente applausi..e per i tanti che si domandavano quando lo avrei citato.. Eccovi accontentati... Ora per un mese state tutti buoni) si deve parlare di etica come responsabilità, perché non vi è (ne mai ci sarà) alcun senso etico al di fuori della responsabilità verso altri.

Ora dovrei concludere ovviamente con il filtraggio alla Wiener, siete in molti ad aspettervi un finale del genere immagino, invece per quello vi do appuntamento alle prossime puntate, ora vorrei ringraziare un po’ di persone con cui ho condiviso queste mie teorie negli ultimi giorni:

Prima tra tutte la Lo!, of course, senza di Lei qui ci starei a dire ben poco. Come sempre la sua capacità di analisi del reale è straordinaria, questa ragazza ha davvero un marcia in più! (ehehe prendo sempre il meglio..of course).
Marcello, questo hombre tra alcol e film sa sempre come colpire. Io lo vedo come una astronave. Ti fa salire a bordo, e ti porta in orbita attorno alla terra, e da lì tutti assume una sfumatura diversa e vedi il quadro d’insieme.
La Roby, lei mi conosce bene, e conosce i miei processi deduttivi. Cristallina e Realistica. Con lei è tutto un causa-effetto.

Spero di esserci io con voi quando ne avrete bisogno.

A tutti e tre va un mio sincero e commosso THXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX.

Il no-prize dite... Mhmmm.. Vediamo, mi gira in testa da sempre ... E sarà che ormai i subsonica sono un must o sarà che sono la colonna sonora della mia vita o forse recita il meravigliso verso .... “per ritrovare tutto il possibile del mondo ora e dovunque per spingere sempre più a fondo senza pensare senza timori nè domani tra queste mani” , quindi:

Per tutto il tempo che ci è sempre stato negato
che per averlo abbiamo spesso rapinato
per le mie dita nella tua bocca per la tua saliva
per le tue mani
per il mio tempo che nei tuoi occhi è imprigionato
per l'innocenza che cade sempre e solo a lato
per i sussuri mischiati con le nostre grida
ed i silenzi
per il tuo amore che è in tutto ciò che gira intorno
acquista un senso questa città e il suo movimento
fatto di vite vissute piano sullo sfondo
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Per questa rabbia che in punta al mio palato sfiora
la nudità della tua intelligenza e ancora
per il tuo corpo altare ed unica dimora
ti sto cercando
per ritrovare tutto il possibile del mondo
ora e dovunque per spingere sempre più a fondo
senza pensare senza timori nè domani
tra queste mani

Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me

Un altro giorno un'altra ora ed un momento
dentro l'aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un'altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu






3月31日

teorie assiomatiche

Gentili,
 
dal mio sistema 5.1 si diffonde la musica dei miei amati Subsonica intonanti "Tutti i miei sbagli".
 
Il testo della canzone rappresenta oggi come non mai un sunto veloce e dinamico dei giovani della mia generazione.
 
Una generazione che si sente poco i trentanni da poco o in procinto di compiere, ma che non dimentica i racconti dei nonni sui periodi bui della guerra.
 
Lungi da me tentare di dipingere in queste inadeguate pagine virtuali il ritratto della mia generazione, ma mi sembra impossibile iniziare un post senza raccontare le emozioni che mi esplodono dentro grazie alla musica che in questo momento mi circonda.
 
Passata questa nostra piccola linea d'ombra mi sembra opportuno raccontarvi le necessità personali che mi hanno spinto a quest'ora sul mio blog.
 
Prima di tutto la voglia di raccontarmi, e di leggermi ovviamente, ma anche l'intima necessità di dirvi che oggi 30 marzo alle otto di sera il sole regala ai tetti di Bologna tenui raggi di sole.
ù
Sapete il sole mi sa dare belle sensazioni quando si guadgna un posto tra le nubi che coprono i cieli della mia città adottiva.
 
Oggi sono iccollato davanti al pc da un powerpoint lavorativo, e mentre preparo la valigia per un nuova settimana di trasferta a Milano (o forse è a Bologna che sono in trasferta da Milano?), scelgo un po' di musica per la colonna sonora di questa mia ennesima giornata lavorativa.
 
Comunque mentre ero perso nell'entropia della mia stanza ho pensato a come si possa facilmente affermare che le teoria matematiche a me tanto care siano tutte ipotetico-deduttive, quando sono abbastanza sviluppate e discretamente (non nel senso di sileniose!) organizzate in modo per lo meno sistematico. Questo indica chiaramente che si potrebbero individuare alcuni principi, meglio definiti assiomi, e i teoremi di quelle teorie che sono conseguenze logiche degli assiomi stessi. La maggior parte dei ragazzi della mia età ritiene che gli assiomi si chiamano anche ipotesi (da cui la definizione, ma questa terminologia con mio sommo rammarico è sempre meno diffusa, risalente a fine Ottocento, al quanto vulgata di "teorie assiomatiche") a sottolineare e sottointendere il fatto che spesso non sono considerati reali, né li si potrebbe mai assumere come reali, se non come concessione di massima al linguaggio intuitivo (che tanto sembrava ostico al buon A.C. Doyle), che nasconde in realtà una formulazione decisamente ipotetica (se fossero veri..., ogni qual volta sono veri...).
 
Ora chiaramente sarete tutti lì intenti a chidervi il no prize di questo post.. ebbene eccolo a voi... come sempre buona caccia:
 
 
Tu sai difendermi e farmi male
Ammazzarmi e ricominciare
A prendermi vivo
Sei tutti i miei sbagli
A caduta libera
E in cerca di uno schianto
Ma fin tanto che sei qui
Posso dirmi vivo
Tu affogando per respirare
Imparando anche a sanguinare
Nel gioco che sfugge
il tempo reale sei tu
Tu a difendermi a farmi male
Sezionare la notte e il cuore
Per sentirmi vivo
In tutti i miei sbagli
Non m' importa molto se
Niente è ugule a prima
Le parole su di noi
Si dissolvono così
Tu affogando per respirare
Imparando anche a sanguinare
Nel giorno che sfugge
Il tempo reale sei tu
Tu a difendermi e farmi male
Sezionare la notte e il cuore
Per sentirmi vivo
In tutti i miei sbagli
Tu affogando per respirare...
Tu il mio orologio che può aspettare
E anche quando c'è più dolore
Non trovo un rimpianto
Non riesco ad arrendermi
A tutti i miei sbagli
Sei tutti i miei sbagli
Sei tutti i miei sbagli
Sei tutti i miei sbagli

 
1月19日

Talking about indossare prego

 

Quote

indossare prego
Gentili,
 
urge la necessità di consigliarvi di indossare questo capo di quotidiana narrazione...
 
un consiglio mentre indossate ... chiudete gli occhi e riassumete il 2007 ....:
 

Jovanotti - Fango

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

indossare prego

Gentili,
 
urge la necessità di consigliarvi di indossare questo capo di quotidiana narrarione... un consiglio mentre indossate ... chiudete gli occhi e riassumete il 2007 ....:
 

Jovanotti - Fango

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

1月13日

post Natale

gentili, scusate l'ovvio gioco di parole che da il titolo al mio odierno post. In molti questa volta si sono lamentati della mia latitanza. Come scusate, posso dirvi, che sulla destra della presente colonna trovate un grossa novità. anche io sono caduto nella grande rete di Flicker! E' fantastico, provate tutti! L'altra novità, anche se non visibile (in quanto è chiusa solo a coloro che fanno parte del network) è Facebook. La mitica Lo, dopo forti pressioni mi ha spinto in questo mondo fantastico, e ora anche qui sono parte della rete. Per il resto le vacanze di Natale ormai sono solo un bel ricordo. Gli scacchi con gianluca sono diventati una meravigliosa isola per le tensioni di questi giorni. Ovviamente l'asma ha voluto presentarsi con l'anno nuovo. Ma escluso questo questo dire che tutto procede al meglio. Mi sono ri-promesso di fare un post-Natale con i buoni propositi per il 2008.... e quindi eccomi: 1) migliorare l'inglese (ormai è un karma, ma ci riuscirò); 2) comprare un nuovo rasoio elettrico (quelli vecchi hanno fatto la loro storia); 3) leggere più fumetti (sembra scontato dite?... beh avete ragione... ma debbo superare la soglia dei 90 albi al mese); 4) fare un master hi-level (anche questo ormai è un karma); 5) fare più viaggi con la Lo; 6) migliorare il mio stile di danza (o almeno provarci); 7) essere sempre più felice! questi e altri... gli altri se va bene li leggerete in queste pagine prima del 2009. Intanto da parte mia a tutti voi i miei più sinceri auguri di un fantastico 2008!! Of course Fiesta!!!
11月27日

MdT1n5i per Erickson

Gentili,

oggi Bologna regala un sole scuro, con bagliori diffusi che dalla finestra della mia camera da letto sembra donare un nuovo colore alle sfumature di nero che compogono le coste dei volumi sulla mia libreria ikea.

La lettura quotidiana dei blog mi regala subito due pensieri: la MdT1n5i e i saggi di Erickson.

Come essi si possano miscelare e da quale logica (chiaremente matematica) essi derivino lo lascio per una volta ai vostri post.

A corredo un immagine limpida del processo che potrà (forse) aiutarvi nelle deduzioni.

Che il buon Holmes accompagni voi tutti e me in questa gionata.

see you...
11月6日

monocromi fotografie per memorie colorate

Gentili,

 

Gentili,

 

post notturnpo questa volta.

 

sono da poco tornato a casa.

 

sono stato via pochi giorni ma sono sembrati mesi.

 

In questi giorni il mio impegno lavorativo è stato al massimo, come dire... lavorativamente ho appena festeggiato il capodanno.

 

Per molti di voi, miei cari distratti e forse nuovi lettori Lucca è un cittadina come altre che fa paesaggio con i suoi svincoli nei vostri speranzosi viaggi nell'Italia di una volta.

 

Ma per me Lucca è sempre stato qualcoisa di diverso.

 

Non sapevo dove fosse in Italia, quando ero ancora un ragazzino ma già sapevo che l'avrei amata.

 

Come amavo le quarte di copertina dei miei adorati albi a fumetti che recavano in grafica strillo paradisi collezionistici e autori leggendari quando si approssimavano le pubblicazione di settembre.

 

Quest'anno ho fatto di tutto. Ho parlato con tanti, e montato non so quante volte al mio pc un cavo vga.

 

Ho anche pianto, sognato e sospirato.

 

Ma i sorrisi il buon umore, i volti allegrei di quelli che con il tempo diventano sempre più amici e meno colleghi, e le bugie (fortunate) dei meteorologhi.

 

Ho sospirato nelle mie passeggiate d'alba.

 

Svegliarsi al mattino presto, quando i padiglioni della fiera sono ancora in apertura e vedere le strade semi deserte.

 

Bere un caffe da solo, respiare gli odori di un inverno che regala sole e di fumetti fresco stampa.

 

Da dietro uno stand guardare un ragazzo che compra frugando le monetine come tesori preziosi mentre poi ti guarda sorridendo. Guardare tanta gente come lui e leggere nei loro occhi la tua stessa emozione.

 

E' come se ogni giorno di questa fiera fosse un giovedì mattina.

 

Un bellissimo giovedì mattina.

 

La tensione governa le giornate ma sapendola gestire capisci la fortuna di fare un lavoro che ha la forma e l'orizzonte dei miei sogni.

 

So cosa state pensando miei gentili lettori, parlo di lavoro? violo deliberatamente una delle mie rulez...?

 

No niente lavoro, questo post racconta di scatti, di attimi dell'istantanea dell'animo che mi regala l'archivio dei ricordi.

 

A olte un caffe con un amico che dura 4 minuti segna un giorno più di quanto ci rendiamo conto.

 

Vorrei tanto parlarvi del perchè ho pianto, ma ci sarà tempo anche per quello.

 

Il mondo ha i suoi colori, i suoi neri e i suoi blu, ma quando la memoria ci regala attimi, solo la poesia del monocroma ci ricorda "come eravamo belli".

 

Un saluto lo lancio:

 

- alle risate con Maurizio in un Lucca e fredda nottura con due information point improvvisati; - ai su citati 4 minuti al bar con Francesco parlando come una volta di riprese e scenografie; - ai cafè, a quanti ne presi e con chi li ho presi - a Diejo x il volume - a tutti coloro che mi incrociavano e ripetevano come un mantra... "ho provato a chimarti al cel per un cafe, ma è SEMPRE occupato"

 

e soprattutto a tutti coloro... che mi hanno chiesto ma che lavoro fai?

 

un no-price dovuto ovviamente:

 

Loving you is driving me crazy People say that you were born lazy 'Cause you say that Work Is A Four-Letter Word

 

So change your life There is so much I know That you can do Come and see ...

 

Wide-awake And take all of this love That is waiting for you

 

If you stay I'll stay right beside you And my love May help to remind you To forget that Work Is A Four-Letter Word

 

I don't need A house that's a showplace I just feel That we're going no place While you say that Work Is A Four-Letter Word

 

So change your life There is so much I know You can do Come and see ...

 

Wide-awake And take all of this love That is waiting for you

 

If you stay I'll stay right beside you And my love Might help to remind you To forget that Work Is A Four-Letter Word Oh ...

 

I don't need A house that's a showplace I just feel That we're going no place While you say that Work Is A Four-Letter Word

 

So change your life There is so much I know That you can do Please come and see ...

 

Wide-awake And take all of this love That is waiting for you

10月22日

Philip Kotler, viaggi e teorie di una nevicata mancata

Gentili, come sempre permettetemi una sincera scusa per la prolungata assenza da questi lidi. Il mio impegno professionale mi ha rubato due meravigliosi viaggi prima nell'imprevista e fascinante Girona, e il secondo nell'usuale ma non per questo meno intrigante Cannes. Intanto mentre la stagione delle piogge e delle grandi fiere volge al suo termine di primo tempo, mi ritrovo a svegliarmi alle 6.40 del mattino con una necessità esistenziale di raccontare i riflessi di quotidiano che passano nel mio iride. Il classico freddo invernale ha scelto di avvolgere la mia amata Bologna per insegnarmi ancora una volta il piacere di una bella passeggiata domenicale. Un MMs ieri mi ha mostrato il panorama che due anni fa da una piccola finestra con grata guardavo ammirato nel mio inverno bolognese. Un MMs che raccontava di amore e fiocchi di neve. Quella neve ieri è mancata a Bologna come mancava al mio animo il caldo tepore di un abbraccio. Questa mattina degustando il mio ultimo vasetto di yogurt (non mi chiedete la marca non sono bravo con i brand), ammiravo il classico cielo griggio cemento che usualmente il mattino convoca per annunciare una giornata di freddo e pioggia. Ma l'insolita tensione atmosferica non mi ha recato tristezza, ma mi ha semplicemnte ricordato il cielo d'Irlanda. L'Irlanda, la nazione che non conosco e che al pari dell'amata Bologna mi accompagna come background immaginario fin dalla mia nascita adolescenziale (che di solito faccio coincidere con l'uscita di NeverMind dei mitici Nirvana). Oggi è un giorno di sogni, e come sempre non mi riferisco alla mia amata attività professionale, di cui come sapete non mi piace parlare in blog, ma della mia vita reale. Mi sembrava di ricordare come il 19 ottobre 1987 la ben amata Wall Street vivesse un giorno non propriamente felice. chi sa se il cielo di New York aveva una bel sole quel giorno. Certo il 19 ottobre (qualche giorno fa per chi legge in tempo reale) 2007 ha celebrato i vent'anni da quel duro giorno per l'economia mondiale. Obbietterete con me che non c'è stata nessuna ciclicità storica in quanto il 19 ottobre del corrente anno gli investitori non hanno bruciato in un attimo buona parte dei loro super utili ma con numeri bassi rispetto al 19 ottobre 1987, hanno comunque vissuto un brutto venerdì. Dieci 10 volte più basso (-22,6% il Dow Jones nel black moonday 1987 e "solo" -2,64% venerdì scorso). Sapete questa mattina pensavo a come si sentiva uno studente della Kellogg School of Management di Evanston, Illinois, quando si vedeva entrare in aula un uomo come Philip Kotler. Per i pochi che non sanno chi è, ma se non impegni aziendali reali è più che lecito che il suo nome vi sembri strano, il buon vecchio Philip nel 1971 con il volume Marketing Decision-making sancì il passaggio del Rubicone per i manager di tutto il mondo. Prima di lui si pensava che una buona esperienza sul mercato potesse permettere ad un manager di poter prendere valide decisioni di marketing, ebbene dopo la stampa della sua teoria nulla fu come prima. Interi organigrammi vissero incredibili terremoti e così le aziende si ritrovarono utili maggiorati nel giro di un anno passando da una progettualità production oriented ad un marketing oriented. Il tempo stringe e quando questo post sarà on-line io sarò già in ufficio. See you space cow-boy..and no prize for you: Wake up, Grab a brush and put a little (makeup), Grab a brush and put a little, Hide the scars to fade away the (shakeup) Hide the scars to fade away the, Why'd you leave the keys upon the table? Here you go create another fable You wanted to, Grab a brush and put a little makeup, You wanted to, Hide the scars to fade away the shakeup, You wanted to, Why'd you leave the keys upon the table, You wanted to, I don't think you trust, In, my, self righteous suicide, I, cry, when angels deserve to die, Die, Wake up, Grab a brush and put a little (makeup), Grab a brush and put a little, Hide the scars to fade away the (shakeup) Hide the scars to fade away the, Why'd you leave the keys upon the table? Here you go create another fable You wanted to, Grab a brush and put a little makeup, You wanted to, Hide the scars to fade away the shakeup, You wanted to, Why'd you leave the keys upon the table, You wanted to, I don't think you trust, In, my, self righteous suicide, I, cry, when angels deserve to die In my, self righteous suicide, I, cry, when angels deserve to die Father, Father, Father, Father, Father/ Into your hands/I/commend my spirit, Father, into your hands, Why have you forsaken me, In your eyes forsaken me, In your thoughts forsaken me, In your heart forsaken, me oh, Trust in my self righteous suicide, I, cry, when angels deserve to die, In my self righteous suicide, I, cry, when angels deserve to die.
8月31日

Dimitry, Narnia, BlackMamba e Thomas Bayes

Gentili,

scusate la prolungata assenza da questi lidi, ma come avrete potuto immaginare anche per me è arrivato il momento delle vacanze.

Diciamo che le mie vacanze quest’anno hanno avuto un sapore un po’ diverso…

Niente spiagge tropicali... niente assolate pianure spagnole, niente fresce passeggiate nella magica brughiera francese... niente falò notturni sulle spiagge caraibiche del Messico.

Quest’anno spinto dal mio grande amore Lo, ho scelto una vacanza diversa… Sono andato in Bosnia, nella città di Srebrenica.

Visitare una città che è stato teatro di guerra è un esperienza che ti segna, più di quanto riuscirete mai a capire leggendo queste mie fredde parole.

Anni fa intrapresi un viaggio simile, fatto solo con più incoscienza e più alcol nelle vene. Partì con alcuni amici per il campo di sterminio di Auswitz. I due viaggi in realtà per quanto possano sembrare simili, sono profondamente diversi, ugualmente invasivi nell’animo del visitatore, ma completamente diversi. Vistitare un campo di sterminio tedesco vuol dire, fare un viaggio nella memoria storica che la coscienza civile ci ha impresso a fuoco nell’animo fin da quando siamo bambini. Pensateci, appena si va alle elementari nei programmi ministeriali d’insegnamento, si ascoltano lezioni sulla Shoah.

La coscienza di noi piccoli bambini viene subito messa di fronte all’esistenza del male.

Il Male, quello vero, quello da film dell’orrore di serie B, quello che è talmente raccapricciante che nel tuo animo scegli di crederlo impossibile, ti viene detto e raccontato fin dall’infanzia che esiste, che è reale. Sapere che l’impossibile piano sviluppato in seno ad gruppo di pochi uomini ha portato a questo numero di morti:

-. 5,6–6,1 milioni di ebrei

-. 3,5–6 milioni di civili Slavi

-. 2,5–4 milioni di prigionieri di guerra

-. 1–1,5 milioni di dissidenti politici

-. 200.000–800.000 tra Rom e Sinti

-. 200.000–300.000 portatori di handicap

-. 10.000–250.000 omosessuali

-. 2.000 Testimoni di Geova 

 Totale da 13.012.000 a 18.952.000

(fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto)

Dovrebbe sconvolgerci..farci piangere... ma non stiamo piangendo..non davanti al monitor..non adesso...

Tutte queste cifre possono soltanto farci capire come i cattivi esistano, e quelli di cui da tanto leggo nei miei adorati fumetti, non sono che pallide fluorescenze di neon riflessi nello sporco specchio di un vecchio bar-coscienza.

Ma di tutto questo ne siamo a conoscenza, kilometri di pellicole e negativi sono stati impressi con fotogrammi di rappresentazioni cinematografiche che tentavano di raccontare l’impossibile olocausto. Il dolore di quei giorni, di quelle follie cade per osmosi didattica nelle menti dei bambini, creando la memoria storica. Ma… Esiste un ma… Di quelli che potrebbero sconvolgervi la vita.

Se siete abbastanza cinici, se nel vostro cuore vi sentite piccoli anti-eroi vestiti con completi di Versace e camice sgargianti continuate a leggere, altrimenti fermate i vostri occhi, quello che segue potrebbe non piacervi.

Srebrenica è il dolce che avete nel cuore ma che avete paura di ricordare.

Srebrenica è la città delle lacrime asciugate in fretta, e delle grida soffocate in fretta con bavagli bagnati nel sangue dei tuoi amici morti.

Srebrenica è la città della non-memoria, è quel lugo che evitate, è quel nome che leggete e dimenticate.

Srebrenica è l'urla di una madre che risuona nel silenzio delle nostre vuote coscienze.

Srebrenica è la paura negli occhi dei suoi abitanti nel gurdare arrivare un turista.

Srebrenica è il suono di una parola che significa dolore e morte, e che per questo non sentirete pronunciare.

Srebrenica è le buca in terra fatta da una granata su di un campo di basket di una scuola elementare nell’ora di ginnastica.

Srebrenica è la mano della mia Lo, che si stringe alla mia mentre una donna ci racconta che ha una mucca sola e con quello che le da la mucca non ci vive… non ci mangia…non ci mangia oggi…

Srebrenica è il luogo in cui la FILCA ha organizzato un campo di soggiorno per italiani.

Srebrenica è la città da cui è iniziata la rinascita della mia vita, del mio rapportarmi con il mondo.

Srebrenica è Leptir, l’associazione dove sono stato volontario, e dove ho insegnato a lavorare la creta ad un gruppo di bambini.

Srebrenica è Dimitry, un bambino di circa otto anni, sveglio come non mai che da questo agosto saprà che: il bene vince su tutto grazie all’uomo ragno; un serpente ed un papero vampiro possono trovare la verità solo avvicinandosi in pace ad un pozzo d’acqua; bisogna nella vita saper dire sempre “Klaatu barada nikto”; e che avrà un amico di nome Vincenzo in Italia (nessuna delle precedenti affermazioni è sbagliata, ndb).

Srebrenica è Narnia, una brava bambina di non più di 11 anni, che ha imparato ad essere adulta prima ancora che ad essere bambina.

Srebrenica è BlackMamba, una ragazza di 16 piena di vita, di forza, e di necessità di amici, che un giorno scoprirà che lei, Beatrix Kiddo e Uma Thurman, hanno molto più di qualcosa in comune.

Bene loro sono solo tre dei bambini che hanno avuto voglia di stare con me per cinque giorni, che hanno avuto l’incoscia (o incosciente ?) pazienza di insegnarmi a vivere ogni attimo, a respirare con giusta causa e a ringraziare per l’aria che mi circonda.

Se quello che ho fatto sia stato un viaggio psicoanalitico dentro me stesso, ne sono sicuro, ma non so dove questo sentiero mi condurrà. Volete sapere come erano i miei tre piccoli bimbi? Volete conoscere il loro magico sorriso? Volete ascoltare le loro indimenticabili voci? Bene, allora preparatevi.

I loro padri sono stati uccisi nella maniera più atroce possibile.

I loro giocattoli sono avanzi di utensili da lavoro distrutti.

I loro parchigiochi macerie che nessuno vuole ricostruire.

I loro insegnati uomini e donne cn gli occhi illuminati dal fuoco di chi è sopravvissuto.

La loro aria infestata con qualsiasi arma chimica possibile.

I loro geni deformati, per rendere indimenticabile la follia degli uomini.

Cercate la vita, cercate voi stessi, cercate Srebrenica.

Un solo grazie a Lo, per quello che mi ha regalato. Grazie.

of course no prize per voi:

Left a good job in the city,
Workin' for The Man every night and day,
And I never lost one minute of sleepin',
Worryin' 'bout the way things might have been.

Big wheel keep on turnin',
Proud Mary keep on burnin',
Rollin', rollin', rollin' on the river.

Cleaned a lot of plates in Memphis,
Pumped a lot of 'tane down in New Orleans,
But I never saw the good side of the city,
'Til I hitched a ride on a river boat queen.

Rollin', rollin', rollin' on the river.

If you come down to the river,
Bet you gonna find some people who live.
You don't have to worry though you have no money,
People on the river are happy to give.

Rollin', rollin', rollin' on the river.
Rollin', rollin', rollin' on the river.
Rollin', rollin', rollin' on the river.

 

 

 Memoria….come insegnata il teorema di Bayes

7月14日

semantiche differenziate per strutture dinamicamente confluenti

Gentili,

 

il mio eurostar diretto a napoli, ha scelto di fermarsi dopo solo venti minuti dalla partenza dalla stazione di Roma Termini. Ora sono meravigliosamente fermo nel nulla, un nulla illuminato dalle ceneri di un veloce tramonto estivo, e adornato da un verde malinconico, in cui ruderi abbandonati da una falsa espansione industriale mi fanno da monito di un passato che ti vuole restare intorno e dentro nonstante ormai questi luoghi non siano altro che un bell’acquario per i miei viaggi.

 

Il coro dell’armata russa, ha scelto di farmi da colonna sonora.

 

Ho una bella t-shirt verde militare, regalo del mio indispensabile Amore: Lorenza.

 

Poco prima ho detto la parola ciao al 17 ettesimo episodio dell terza stagione di Lost.

 

Davanti ho la destionazione Napoli, dietro come punto d’origine Bologna.

 

In realtà il tessuto stesso della realtà si fa beffe di me raccontanto al contrario la mia vita in una semplice corsa in treno.

 

E’ incredibile come ormai abbia in cirolo più Red Bull che caffè.

 

Il caffè è stato per anni la mia lotta alla stanchezza, e il compagno fedele di pause cercate e trovate più per diletto che per necessità. Ora dabuon compgno fedele ha scelto di maturare, di mitizzarsi in un bel barattolo di latta con marca Kimbo nel mio entropico scaffale in chiù street., lasciandosi solo magici momenti in cui farsi gustare non per necessità di tempo libero, ma solo per puro piacere di aroma forte e deciso.

 

La Red Bull ha avuto il sempre ingrato compito di prenderne posto nelle notti in cui non riesco e non voglio riposare.

 

Certo sono npoletano, certo la Red Bull sa di sciroppo medico, ma GB, scelgo io come vivere la mia vita e ome spedere le miei pause.

 

Tutto questo per raccontarvi che anche quest’anno la mia famiglia mi regala la gioia di una laurea.

 

E’ la mia sister ad entrare nel mondo dei doctor. E lei doctor lo è sul serio, anzi doctor di quelli più difficili. E’ o sarà (a seconda di quando pubblicherò questo post): pisicologa.

Intanto sento un po di freddo conizionato da trenitalia e penso che Anita Lane, è strardinaria nella sua personale interpretazione di Bella Ciao.

 

Ho voglia di sole, amici e amore (of corse Lorenza).

 

L’amore mi viene dalla mia famiglia, ovvero mi viene dai miei genitori, il mio punto d’origine e da Lorenza, il mio punto di arrivo.

 

Un pessimo film molto giovanile-andante recitava “Cosa resterà di noi”.

 

Lo vidi qualche anno fa in un cinema all’aperto, in una bella oasi naturle adibita con sedie modello vacanze anni 70 a magico cinema per vacanzieri svogliati e cittadini. Mentre mi godevo una bella sigaretta, assoporando la magia di nutrirmi di nicotina davanti al grande schermo ricordando i “grandi” e i loro racconti di sigarette al cinema in epoca pre-Regan, mi perdevo ricordando quando due vite e mezzo prima, in quello stesso posto da adolescente solo e fuori posto scoprivo una band liceale che si godeva i suoi 15 minuti di gloria suonando su di un palco improvvisato l’anarchia in Inghilterra dei creatori sex.

 

Beh, comunque tornando al titolo della pellicola giovnile-andante di cui sopra, ebbene poco fa mentre chiedevo un lighter per la paglia della pausa train a Roma, ne ho capito il mio personale senso.

 

Sapete cos’è un idea, e se non lo sapete vi consiglio di ripassare Platone, in quanto potrebbe aiutarvi nella delucidazione ovvia.

 

L’idea è la comprensione perfetta dell’essere.

 

Ho capito come in un flashback di Desmond, che il quadro d’insieme non si modifica fin quando non comprendi tutte le variabili.

 

E così come in un video costruito con  montaggio di final cut, formato solo da jpg a 72 dpi su cui scorre un finto carrelo, figlio leggittimo di una trasizione digitale, ho rivisto i miei amici in ricordi fotografici impossibili di cui solo la mia memoria può fare storage, fra qualche anno o decennio. Ho visto io e il mio amore a sessantanni su di una sedia davanti al mare d’inverno felici come non mai.

 

Ho visto i miei genitori, e ho pianto.

 

Cosa resterà di noi? Resterà il nostro essere divenuti grandi negli occhi dei ragazzi che guarderanno passare.

 

E allora ora lo so, e voi lo sapete?

 

Qui niente bugie, niente balle solo verità dura vera, come la luce che fioca attraversa una veneziana poco aperta in un poco caldo pomeriggio, creando pallidi e luminiscenti zone di griggio in alti e bassi di luci ed ombre.

 

Siate sinceri con voi, come la vita lo è stato con voi.

La scena iniziale di Psyco, paradigma necessario e indimenticabile per chi come me cerca poetiche visioni d’insime attrerso andamenti instabili di funzione esponenziali, in cui le cresccite batteriologiche restano una base di calcolo indimenticabile.

 

Calcolate il limite della vostra vita che tende ad infinito, usate il teorema del Hopital se necessario ma fatelo.

Vorrei che nella vita si potesse scegliere per chi piangere, ma forse basterebbe ricordarsi per chi lo abbiamo fatto e non perché, ma come ci siamo sentiti quando abbiamo smesso.

Non smette di vivere, non smette di piangere, e soprattutto non smette di guardare l’entropia che vi circonda, in essa c’è la nostra lotta per la felicità.

Io la mia l’ho trovata, fate lo stesso e ringraziate Dio comunque e sempre.

 

Nel dolore impariamo… nel dolore nasciamo… su questo mondo scegliamo.

 

Stay tunned space cowboy!

 

 

6月6日

il 31 e le sue derivazioni

Gentili,

 

anche questa volta un dolce dondolare di un treno mi accompgna nello scrivere questo post.

 

E’ quasi l’alba, di un nuovo meraviglioso lunedì, di un meraviglioso inizio settimana.

 

Faccio un punto su quanto scorre in quanto una ricorrenza che trova incredibili proseliti sul pianeta terra mi ha sfiorato nei giorni scorsi.

 

Ho compiuto 31 anni.

 

Una data incredibile.

 

Sapete, quando siete un ragazzo di una non ben specificata periferia napoletana, e andate in uno sperduto, lontano solitario e freddo liceo di provincia e vi viene voglia di raccogliere unificare e catalogare la continuity di Spider-man, beh immaginate che quando avrete 31 sarete solo uno degli altri…di quelli che si catalogano a quell’eta di ingenuità come “grandi”.

 

Ebbene prendete lo stesso ragazzo mixatelo con vari viaggi in giro per il mondo, fategli fare un viaggio in autobus nell’est europa, fatelo vomitare davanti covent gardern a Londra, fatelo camminare da solo per le strade della città vecchia di Gerusalemme, mandatelo mezzo triste a sognare ad un falò su di una spiaggia messicana, fategli suonare la chitarra vicino al mare sul promontorio di San Michelle, dategli coraggio mentre piange in una pianura incredibilmente verde del Galles, guardatelo con allegria mentre chiede scusa ad un eterno amico in una stanza dal letto sfondato di un piccolo albergo parigino sito in rue de trevì...

 

Ora prendete quello stesso ragazzo, somategli nella mente qualche mese di notti sveglio a:

 

passare un esame o più di analisi con macchinette intere di caffè a fargli da sostegno in mancanza dell’invenzione Red Bull;

a piangere per le persone sbagliate;

a bere seduto in varie piazze del mondo, ma sorattutto in una di Napoli, San Domenico… (in alcuni casi il ragazzo di cui sopra ha anche cantato alle sette del mattino succede solo da Mc Donald);

a sognare futuri radiosi con i suoi amici eterni sul pomontorio di Posillipo a Napoli, per la prima alba di un anno diverso e uguale al sempre;

a gridare toro toro… forever toro! A casa di uno di quei ragazzi che al liceo sono i più fighi che mai e dopo…sono soli mentre tu hai le uniche vere amicizie che si può e si deve;

a piangere di nuovo, ma solo perché una canzone che non avevi mai sentito prima ti racconta meglio di quanto tu faresti mai;

a sbattere la porta e urlare contro le uniche persone che ti ameranno comunque e sempre, i tuoi genitori, perché la notte non si sta fuori, ma si sta in casa;

a guardare Fronte del porto e Star Trek, con riferimenti alle capacità di comunicazione di Uhura ;

a cantare Leggero;

a studiare Giotto e compagnia, pensando che a te studiare piace cmq e sempre, e che ti viene anche molto bene, ma forse è meglio non dirlo in giro..e continuare a fare lo stupido;

ad imparare a suonare un allegro andante… sulla tua chitarra mentre in testa hai la melodia di  Here came the sun;

a guardare la tua vecchia stanza e a ridere a crepa pelle, pensando a tuti quei poster di Capitan America, il partito comunista italiano e Eistan potessero stare nella tua testa e su quel muro;

a leggere Dark Knight returnes… e a capire che quelle pagine sarebbero state il tuo unico e meraviglioso futuro…;

A dire addio alla persona che ti ha amato e cresciuto come suo figlio.

 

 

Ora questo ragazzo di cui ennesimamente sopra spremetegli adosso un diecimila sogni di altri fatti di inchiostro carta e colore…

Mettetegli nellanima le note di tutti gli mp3 che uomo possa ascoltare in una sola vita…

Guardatelo riflesso negli okki di tutte le persone che lo hanno chiamato amico e gli hanno a loro modo voluto bene;

Proiettate nella sua mente tutti i dvx che vi passano sotto la fibra ottika;

fategli fare tanta strada ma tanta di cui nenache esistete una mappa ma solo una destinazione;

 

Bene fatto?....sapete cosa avrete?

Un decimo della mia vita e un secolo della mia generazione riassunti e romanzati daun blogger primitivo.

 

Nessuno conosce i conosce, come le persone a cui permettiamo di leggere la nostra equazione.

 

Ora ho 31 anni, ora ho un numero.

 

Ogni 12 anni scrivo un diario personale, di quelli con luchetti e copertine a forma di giglio che vanno di moda come regalo alle prime communioni, in esso scrivo cosa farò petr i prossimi 12 anni.

 

E’ complesso, diffcile da prevedere, ma la matematica mi aiuta… e il Signore mi protegge.